domenica 6 novembre 2011

Fuck You

E' straordinario come prima o poi io finisca sempre per incontrare qualcuno che mi punta il ditino contro e mi fa notare che sì, avrò anche progetti importanti, ma non sono ancora riuscita a laurearmi. Vado in America? Sì, però mi mancano ancora due esami alla laurea, orrore! Ma guarda, tu manco sei andato all'università e vieni a fare le frecciatine a me. E' davvero qualcosa di fantastico.
A volte penso che certe persone - pur nascondendolo bene - siano invidiose da morire, sotto sotto. Non tanto dei "successi" o dei traguardi raggiunti, quanto del coraggio di buttarsi in qualcosa di nuovo e dell'avere degli obiettivi. Perché diciamocelo, per mettersi in gioco in modo totale ci vuole una massiccia dose di coraggio e forse pure un pizzico d'incoscienza, e ci sono tante persone che piuttosto che mettersi in discussione vanno avanti imperterrite con la solita routine, anche quando la detestano (qui starebbe bene una metafora letta tempo fa, quella del conducente che pensa di guidare il tram ma in realtà segue solo i binari che trova davanti a sé).
E sì, non sono ancora riuscita a laurearmi, ma non mi lamento affatto di quanto costruito finora, ho avuto tante soddisfazioni e alla fine credo che conti avere un po' di sale in zucca oltre al pezzo di carta. Soprattutto, ringrazio ogni giorno per non essere come certe persone, senza un obiettivo, una meta, un sogno. Senza il desiderio di leggersi un libro per diletto, di guardare un pochino più in là del proprio naso, di viaggiare e scoprire cosa c'è al di là del proprio orticello. Sì, non sono laureata, ma perché certe persone non pensano che ho un visto per gli Stati Uniti che mi aspetta a Milano? Ma soprattutto... che gliene frega se mi devo ancora laureare? A me crea problemi non avere il pezzo di carta? Sinceramente no, a maggior ragione ora che nella mia vita si stanno prospettando grandi novità. Quindi, se i problemi non me li creo io, vorrei sapere con quale diritto lo fanno gli altri in vece mia. Capisco i miei genitori, che vorrebbero vedermi terminare questo percorso dopo anni di sgobbate e sacrifici, ma che chiunque si senta in dovere di dire la sua mi fa innervosire all'inverosimile. Non chiunque, per carità: ci sono tante persone che in realtà m'incoraggiano e che mi stanno sostenendo tantissimo nei preparativi per l'America, perfino le vicine di casa anzianotte. Solo che poi c'è una massa di saccentoni-sederino al caldo che si sente in dovere di farti sentire una perdente a tutti i costi, e io queste persone francamente le ho sul gozzo, ora come ora. Io sarò anche fuoricorso da una vita, ma loro sono proprio spenti dentro. A loro piace lamentarsi di tutto, ma li avessi mai visti impegnati a far qualcosa di concreto per migliorare le cose, o almeno per provarci. No... meglio vivere nella frustrazione giorno per giorno e poi bacchettare chi in fondo si fa i cavolacci propri, senza mai prendere decisioni, senza assumersi responsabilità. A me sta anche bene che uno faccia questo della propria vita, ma PORCACCIA LA MISERIA, FATEVI I SACROSANTI CAVOLACCI VOSTRI!!!

(Sì, stasera è decisamente una serata NO e incontrare certe persone che ancora dopo anni mi fanno incazzare è deleterio da morire. Spero che questo mese arrivi presto e che finalmente, con l'Atalntico di mezzo, riesca a lasciarmi alle spalle tutte queste menate di certa gente disgustosamente immatura).

Nessun commento:

Posta un commento