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martedì 28 agosto 2012

Key West Despite Storms

Ok, ho deciso di pensare positivo, incurante del fatto che Isaac se ne sia appena andato mentre l'ennesima tempesta (Invest 97 L) è pronta ad arrivare dall'Atlantico. E' tutto il pomeriggio che armeggio con Google Maps, Google, Trip Advisor nonché carta&penna, non voglio nemmeno pensare all'eventualità di dover rinunciare alla mia vacanzina tra 9 giorni.

(Sì, arriveranno le foto della vacanza precedente, scusate ma ho degli attacchi di apatia tremendi negli ultimi tempi).

giovedì 26 luglio 2012

Vacation Time!

Ebbene sì, ci siamo. Sto preparando lo zaino per partire e domani se tutto va come deve vedrò le cascate del Niagara, ma soprattutto starò fuori da quella gabbia di matti per una settimana intera. Questa sì che è vita, questa sì che è VACANZA!

venerdì 2 dicembre 2011

-4: This Is It

Ormai sembra proprio che ci siamo, insomma. Per scaramanzia so già che non starò tranquilla finché non metterò piede a Vista Way, però ormai siamo proprio agli sgoccioli. Sono contenta? Sì, molto, anche perché non vedo l'ora di salire sull'aereo: negli ultimi giorni sono andata a destra e manca e ho girato per uffici e negozi, comprato tante cose che mancavano, nonché preparato le valigie. Insomma, con la testa sono già là, ora devo "solo" arrivarci materialmente.

Questi sono stati giorni di acquisti a raffica. Ho finalmente trovato una camicia bianca comoda per il Traditions. Ho prenotato le lenti a contatto: fornitura da sei mesi, visto che non avrò una prescrizione valida negli States... io non amo molto le mensili, secondo me le giornaliere sono molto più pratiche e igieniche, ma costano molto di più - tenendo anche conto che, avendo occhi con gradazioni differenti, avrei dovuto raddoppiare le quantità. Ho preso piccole cose utili che ancora mancavano e mia mamma mi ha regalato per il viaggio una giacca nera troppo bella, con doppia fila di bottoni e martingala sulla schiena. Sembro anche più magra quando la indosso :P Ma soprattutto è arrivata lei, la mia nuova compagna di avventure:




(Sì, lo so... è rosa anche questa, sono proprio malata). 
E' un regalo dei miei, per farmi compagnia già a partire dal viaggio in aereo, ma anche per mandare un po' di foto a casa (forse è un modo come un altro per tranquillizzarsi, non so... in ogni caso sono contentissima!).

Se c'è qualcosa che mi preoccupa un po', si tratta sicuramente del viaggio. Da un lato la durata della tratta Londra-Miami adesso mi spaventa un po' meno, perché non mancheranno certo i modi per distrarsi... innanzitutto non sarò sola ma avrò dei compagni di viaggio con cui chiacchierare, e poi - a giudicare dal sito di British Airways - non dovrebbero mancare le distrazioni! Poi avrò con me l'MP3 e un libro (ne ho messi in valigia 7, quando finiranno mi darò all'usato di Play.com o Amazon), e se proprio la noia dovesse prendere il sopravvento... si dorme! Anche perché la levataccia sarà memorabile: il check-in apre alle 5.35! Mai preso l'aereo così presto. D'altra parte non ho nemmeno affrontato un viaggio così lungo, diciamo la verità. A me piace molto prendere l'aereo, perché è sempre sinonimo di cambiamento e spesso di vacanza, di relax... solo che una volta a bordo mi annoio moltissimo. Di solito reggo un paio d'ore, poi comincio ad essere impaziente di arrivare a terra. Per questo avevo paura che il volo dall'Europa alla Florida potesse essere difficile da sopportare, non essendo abituata a viaggi così lunghi, ma adesso sono più ottimista.
Quello che mi spaventa molto, invece, è il tempo esiguo dello scalo a Londra. Non conosco Heathrow, è un aeroporto caotico (di sicuro ben più di quelli in cui sono stata finora), oltretutto il gate chiude 20' prima della partenza, quindi il tempo per rifare i controlli di sicurezza e cambiare l'aereo si riduce a 40'. E che ne sarà della ma valigiona? Riuscirà a essere imbarcata sullo stesso aereo? Non so... francamente io avrei preferito allungare il tempo di attesa a Londra e accorciare le 4 ore a Miami. E' anche vero che a Miami sembrano esserci dei negozietti  interessanti, ma 4 ore sono lunghe, in più non parto con una cifra altissima, quindi diciamo che più risparmio meglio è, almeno per ora. Va beh, basta paranoie, non è proprio il momento. Ottimismo, ottimismo!

Domani pomeriggio vado a tagliare i capelli (era ora!) e poi vedo un'amica per un regalo di compleanno anticipato. Ormai ci siamo, ormai ci siamo...

lunedì 28 novembre 2011

-8: A Brief Update

  • Ho cambiato gli € in $ per la prima volta: EMOZIONE! (Magari sarà pure l'ultima volta, considerando l'andazzo della moneta unica...)
  • Se a Piacenza i dollari si reperiscono senza alcun problema, è quasi impossibile reperire poche decine di sterline
  • Ho finalmente trovato l'adattatore di corrente: 9.90€ il set da viaggio per tutto il mondo, custodia compresa, ed è tutto colorato! (Inutile dire di che colore sia: lo stesso della valigia, del trolley, del cellulare... Ho la sindrome di Paris Hilton forse, non so, spero non sia grave!)
  • Domani mattina vado a pagare l'assicurazione sanitaria (momento di depressione)
  • Domani prenoto la parrucchiera per Sabato o Lunedì: i ricci sono indomabili, urge una bella sfoltita - d'altra parte, quando una donna taglia i capelli di solito c'è un cambiamento in arrivo (va beh, anche le doppie punte in stato avanzato)
  • Domani ho un'ecografia di controllo, che palle (no, niente cicogne)
  • Ho ufficialmente una compagna di viaggio italiana (evviva!)
  • Oggi al TG hanno menzionato l'arrivo - pare imminente - della neve (mpf...)
  • Ho tirato fuori un po' di vestiti estivi, ma devo ancora lavarli-stirarli-metterli in valigia
  • Non ho ancora il biglietto della British Airways, ergo non conosco ancora gli scali con precisione
  • Negli ultimi giorni ho avuto febbre, tonsille gonfie, mal di gola, influenza, raffreddore. Attualmente starnutisco a ripetizione e ho ancora mal di gola, ma a questo punto partirei pure se si trattasse di ebola, anche se sotto sotto comincio a pensare che qualcuno stia cominciando a tirarmi la jella addosso
  • Sono riuscita a salutare qualcuno, qualcun altro purtroppo no
  • La mia camera attualmente fa davvero pena, sembra un campo profughi
  • Sarà una settimana d'inferno, ma non vedo l'ora che arrivi Martedì prossimo!

sabato 19 novembre 2011

-17: A Matter of Communication

Dunque, l'altra sera ho dato uno sguardo a qualche sito qua e là per farmi un'idea del tipo di telefonino e del piano tariffario che mi dovrò procurare. Un commento a caldo: MAMMAMIACHECASINO!!!

Per farla breve, quello che mi par di aver capito così su due piedi è che i telefonini non sono tutti uguali. Ne esistono principalmente di tre tipi: Contract, No Contract, Unlocked

1) Contract: sono i telefonini che vengono venduti insieme a un abbonamento. Ogni mese si paga una determinata somma e si hanno determinati limiti per le chiamate, gli sms, internet, ecc... Non è possibile utilizzarli con SIM di altre compagnie telefoniche.

2) No Contract: questa è la categoria che ho trovato più difficile da interpretare, nel senso che è molto facile scambiarla per la Unlocked (v.sotto). Allora, se ho ben capito i telefonini N.C. - come i Contract - non possono essere utilizzati con SIM di altre compagnie telefoniche, però non richiedono un contratto e funzionano con le ricariche prepagate, a differenza dei Contract.

3) Unlocked: sono telefonini che non hanno contratto, si ricaricano con le prepagate e possono funzionare con qualsiasi SIM di qualsiasi compagnia telefonica, permettendo quindi di cambiare gestore ogni qualvolta lo si desideri.

Va da sé che io opterei per la terza opzione, un telefonino Unlocked. Oltretutto i telefonini costano pochissimo, chiaramente se ci si accontenta e non si vuole uno smartphone. Io personalmente qui in Italia uso un MotoRazr del 2008, dato che uso pochissimo il telefonino per chiamare, molto per gli sms, quasi per nulla per mail e MMS. In America vorrei prendere un modello molto essenziale, anche perché in casa dovrei avere il telefono fisso da cui effettuare gratis le chiamate nell'area di Orlando. Quindi, a conti fatti, il telefonino mi servirebbe per gli sms o per quando non sono in casa (ad esempio se sono in giro e mi serve un taxi). Tutto qui.

E per quanto riguarda la SIM? Ho trovato una compagnia telefonica che con 16.90$ offre una SIM con 10$ di traffico incluso e un piano tariffario a mio parere conveniente, sia per chiamare USA e Canada, sia per chiamare l'Europa (Italia compresa). Sì, perché se la maggior parte dei miei amici sono tutti Skype-muniti, a casa mia la situazione è un po' diversa e credo che per i miei genitori sia più comodo raggiungermi telefonicamente che non tramite internet. In realtà in America si paga anche per ricevere chiamate e SMS (!!!), quindi forse converrà che li chiami io direttamente... mi sembrerebbe stupido pagare per ricevere! 


Quindi, trovata la compagnia telefonica, rimane da trovare il telefonino Unlocked, ma ATTENZIONE! Mica uno qualsiasi, no no no! Bisogna controllare che sia un GSM 850/1900, perché su Amazon, ad esempio, vendono anche telefonini che non funzionano negli States (presumo li comprino gli Americani che se ne vanno in Europa). 

Insomma, dopo cotanta scrematura tra i vari modelli, dovrebbe trattarsi di qualcosa di simile:


Ce la farò?

giovedì 17 novembre 2011

-19: Don't Bring a Marshmallow Outfit! (LOL)

Nuove scartoffie targate Disney, stavolta relative agli step da seguire facendo scalo a Miami (ancora nessun dettaglio sui voli, purtroppo). Nulla di nuovo né particolarmente esaustivo, ma tra i vari link e istruzioni ho trovato un video durante il quale ho sentito per la prima volta questa frase:
"Don't bring a marshmallow outfit"

Dice niente Stay Puft Marshmallow Man? Ghostbusters? Ecco, appena ho pensato a lui ho capito il significato di marshmallow outfit. D'altra parte basta guardarlo...


Insomma, il marshmallow outfit non è altro che l'abbigliamento invernale (o "pesante" che dir si voglia) indossando il quale si assume, per l'appunto, l'aspetto del simpatico omone qui sopra. Ovvio che qualcosina del genere lo indosseremo al momento della partenza, ma l'intento del video era farci capire di non partire con valigie piene di maglioni, calzettoni, cappotti & Co., dato che là al momento le persone stanno in infradito.
Insomma, a me marshmallow outfit fa sorridere, anche se fino ad ora io avevo solo sentito parlare di "effetto Omino Michelin".

Ho visto delle foto di altri cast member che si trovano già là: è davvero stranissimo vedere alberi di Natale accanto a gente in maglietta, bermuda e sandali. Penso che quando arriverò mi sentirò un po' come Brenda Walsh. Mi viene in mente un episodio natalizio di Beverly Hills 90210 in cui Brenda, ormai stabilitasi a L.A. con il resto della famiglia, ricorda con nostalgia il Natale nevoso nel suo freddissimo Minnesota. Insomma, la California è la California, ma in fondo lei e mamma Cindy alla neve erano affezionate... Così Brandon, il più assennato dei gemelli Walsh, decide di far loro una sorpresa: affitta un cannone sparaneve e lo aziona mentre amici e genitori sono riuniti nel salotto di Casa Walsh, mentre Jim suona la tastiera e tutti cantano, perfino Babbo Natale!


La cosa divertente è che all'epoca di questa puntata ero giovanissima (forse andavo ancora alle elementari, sarà stato il '92 o giù di lì) e ricordo che mi aveva colpito moltissimo il fatto che esistessero posti nel mondo in cui festeggiare il Natale senza neve, senza freddo, senza cappotti né sciarpe e cuffie. Certo che mai e poi mai - a costo di risultare retorica - avrei pensato che dopo 20 anni avrei vissuto anch'io quest'esperienza! Va beh, io non sono fidanzata con Dylan (a proposito, ma che voce orrenda ha Luke Perry?), non ho un gemello, non ho un papà riccone e non starò a L.A., però per il resto ci siamo: Minnesota, Emilia Romagna, cosa vuoi che sia!

sabato 12 novembre 2011

-22: Christmas Presents in Advance

Ieri ho finalmente acquistato la valigia: per ora solo una, poiché devo ancora capire come funziona il discorso relativo al supplemento del secondo bagaglio imbarcato. Non ho speso molto, anzi, sono andata decisamente al risparmio, perché dopo l'esperienza della Delsey a Malpensa non me la sento più di viaggiare con valigie che costino più di un tot, rischiando di trovarmele in certe condizioni. Ho optato per un mega trolley che rientra giusto giusto nei limiti previsti sia da British Airways, sia da American Airlines. Non ho mai viaggiato con una valigia così grande, spero vivamente che tutte le rotelline resistano agli sbatacchiamenti sui vari aerei, altrimenti non saprei proprio come trasportarla in giro per Vista Way fino al mio appartamento che probabilmente sarà ai Commons, quindi addirittura in un altro complesso. Ah, il colore della valigia è rosa Barbie (non avevamo dubbi...!).
Sull'autobus c'erano alcune persone che continuavano a fissare me e la mia valigiona, manco stessi trasportando un cadavere. Del resto è tipico essere metaforicamente sottoposti ai raggi X sugli autobus di Piacenza, la gente è curiosa e terribilmente provinciale e basta poco per diventare oggetto di curiosità malcelata. 

Apro una piccola parentesi su Piacenza. No, non amo particolarmente la mia città, lo ammetto. Rispetto a città enormi come Milano ha sicuramente molti pregi, primo tra tutti il fatto di essere più a misura d'uomo e di permettere di muoversi da un capo all'altro della città in un tempo relativamente breve, ma per il resto a mio parere ha un sacco di aspetti negativi. Il primo è, appunto, il provincialismo estremo. La gente spesso è curiosa da morire e pettegola, e spesso queste caratteristiche emergono in modo più che lampante. Oltretutto è una città morta, dopo le 19 sembra che regni il coprifuoco (tutto chiuso, ad eccezione di qualche cinema e di qualche pub), non parliamo della Domenica, a parte Feltrinelli e uno o due centri commerciali. Le iniziative interessanti non mancherebbero, ma viene fatto di tutto per stroncarle nel momento in cui attirano gente. Penso ad esempio al mercatino francese, o a quello europeo... bellissime occasioni che ora rischiano di scomparire perché ai signori che abitano in zona dà fastidio la presenza delle persone al mercato (no comment). Poi per carità, ci sono anche segnali di modernità ogni tanto e ci sono servizi che funzionano in modo egregio, penso ad esempio ai servizi bibliotecari e alla neonata Media Library On Line, grazie alla quale in America potrò leggere gratuitamente e-book in italiano e quotidiani e riviste da tutto il mondo (pure l'Orlando Sentinel, tra l'altro). Però le eccezioni sono davvero poche, e perdipiù Piacenza è una città estremamente grigia, secondo me la mancanza di spazi verdi curati è un altro aspetto non molto positivo, per non parlare poi dell'organizzazione tremenda dei trasporti pubblici (provate a muovervi in città con l'autobus di Domenica... praticamente una Mission Impossible). Insomma, in tutto quello che mi mancherà in Florida non rientrerà certo la mia città.

Comunque, tornando a noi, finalmente ho risolto il problema bagaglio (trolley maxi + mini trolley a mano + borsa portatile). Per ora ho 'parcheggiato' il valigione in cantina, in attesa di cominciare a riempirlo a poco a poco tra qualche giorno (se rimando tutto all'ultimo giorno, finisce davvero che nella frenesia della vigilia dimentico qualcosa). 
Oggi è arrivata una raccomandata dalla Grecia ma purtroppo non ho sentito suonare il campanello (in realtà non è la prima volta che il postino trova il portone aperto e per pigrizia lascia direttamente l'avviso di mancata consegna senza citofonare, ma transeat, lasciamogli il beneficio del dubbio). Poiché non ho acquistato nulla on-line ultimamente, presumo che si tratti del libro del mio Secret Santa internazionale, che metterò in valigia al momento di partire per poi aprirlo il 25 Dicembre. Tra l'altro avrò anche altri regalini da mettere nel bagaglio a mano, non ultimo il ring natalizio che ogni anno una cara amica organizza sul forum di BC Italy... evviva! Visto che quest'anno sarò lontana da tutti, mi farà un immenso piacere avere qualcosina da scartare. In realtà mi piacerebbe molto poter avere alberello e presepino anche nella nuova casetta in Florida, ma portarli dall'Italia credo che sia fuori discussione (avrei un presepino mignon e un alberello piccino picciò coi personaggi di Winnie the Pooh, ma con tutto il bendidio che mi dovrò riportare indietro dopo un anno, francamente temo che li dovrei lasciare lì). Beh, da WalMart qualcosina a poco prezzo lo si trova, tipo questo alberino in fibra ottica (almeno risparmierei non comprando palline e decori), oltre a cose ancor più kitsch (tipo gli occhialoni natalosi!).


Facezie a parte, purtroppo sto cominciando a preoccuparmi un po' per come si sta mettendo il tempo. Qui sta cominciando ad esserci una nebbia davvero fitta, specialmente al mattino presto, e il grande freddo è cominciato. Spero che almeno non arrivino il gelo e la neve in previsione della partenza, non vorrei proprio dover affrontare ritardi o peggio cancellazioni di voli causa maltempo.

giovedì 10 novembre 2011

Jibber jabber

E' fatta. Martedì ho ritirato il passaporto a Milano, da MBE. Non mi aspettavo che il visto fosse così: così grande (mi aspettavo tutt'al più qualche scarno timbro), così colorato, così bello! Ha il bordino coi colori della bandiera americana, una striscia olografica anti-contraffazione ed è decorato con alcune frasi sulla libertà, l'immagine di Lincoln e quella della Casa Bianca. Molto bello... è stata davvero un'emozione averlo finalmente tra le mani, sul treno continuavo a guardarlo e riguardarlo e a pensare che tra poco più di 20 giorni dovrò mostrarlo in aeroporto. Che emozione!

In realtà questi ultimi due giorni mi hanno lasciato l'amaro in bocca per una serie di motivi, non ultimi alcuni screzi in famiglia che proprio mi fanno venire un desiderio incredibile di non tornare indietro - anche se non si può, lo so, il visto parla da sé, dopo il 30 Novembre 2012 me ne dovrò tornare in Italia, con la speranza però di ripartire appena possibile, giusto il tempo di laurearmi. 

Comunque sia, lasciamo perdere i brutti pensieri e pensiamo agli ultimi preparativi. Stamattina ho pagato il biglietto aereo (quel che restava da saldare dopo i 150€ di caparra). Viaggerò con British Airways per la prima volta, probabilmente anche con American Airlines, sempre per la prima volta. Il primo scalo è molto probabile che sia a Heathrow, e mi spiace davvero molto dover andare per la prima volta in vita mia a Londra senza poter vedere nulla della città. E' vero che ci dovrebbero essere solo 2 ore di attesa, quindi non avrei visto nulla, però mi viene un po' di malinconia al pensiero... visitare Londra è sempre stato uno dei miei sogni fin da bambina, spero di riuscirci presto. Va beh, però mi dicono fonti attendibili che i negozi di Heathrow non sono male... purtroppo non c'è il negozio Twininigs (ma come?!), in compenso c'è Harrods, magari una borsina in PVC col logo ci salta fuori mentre attendo il volo per gli Stati Uniti.

Adesso esco con mia mamma e andiamo a fare una passeggiata in centro, è stata una mattinata piuttosto pesante per entrambe e ci vuole un po' di svago. Oltretutto credo che cominci ad accusare il colpo per quanto riguarda la mia partenza, voglio trascorrere un po' di tempo con lei.

giovedì 3 novembre 2011

-33: Visa? Yes, Please!

Oggi sono stata al Consolato di Milano. E' stata una giornata piuttosto stancante, la sveglia ha suonato prestissimo, la tensione era tanta, ho perso il bus per un soffio e rischiato di perdere il treno (per fortuna, essendo molto presto, il bus successivo è arrivato in stazione in meno di 15'). La parte più stancante della giornata è stata sicuramente l'attesa per entrare: nonostante l'appuntamento sono stata in fila per moltissimo tempo, per fortuna ho attaccato bottone con una ragazza con cui ho chiacchierato un po'.
Finalmente dopo un'attesa infinita sono riuscita ad entrare, e qui sono stata letteralmente risucchiata dai vari controlli di sicurezza. Innanziutto, via il cappotto, via l'orologio, documenti e tutto il resto scannerizzati. Cellulare, lucidalabbra e gel per le mani a parte, infilati in un armadietto con chiave. Applicazione del badge di riconoscimento "Visitor", passaggio sotto al metal detector, attesa di due minuti e poi su fino al 7° piano. Peraltro, nel passare tra l'area di ingresso e quella dell'ascensore ho visto per la prima volta un marine, di guardia dietro un vetro blindato spessissimo. Beh, devo dire che l'uniforme era davvero bellissima, peraltro corredata dal cappello bianco.
Appena arrivata nell'ufficio visti mi fanno mettere tutti i documenti e il passaporto in una busta azzurra trasparente, ma ecco che salta fuori l'inghippo: avevo dimenticato di avere una chiavetta USB con i .pdf dei documenti in memoria, peraltro non era stata notata nemmeno al metal detector dalla guardia giurata. A quel punto mi rimandano giù, mi becco una mezza lavata di capo da un'altra guardia giurata perché uso la porta d'ingresso anziché quella d'uscita, metto la chiavetta nell'armadietto insieme al telefono e al resto, torno su e vado a un primo sportello dove consegno i documenti e dove mi dicono di dover aggiungere altri 8€ alla tassa pagata ieri alla BNL (immaginavo già di doverlo fare, dato che il bancario mi aveva fatto pagare 112€ anziché 120). Quindi passo a un altro sportello con una cassa vera e propria e verso il resto della tariffa, dopodiché mi siedo in uno stanzino dove tutti stanno in attesa del proprio turno. Avendo circa 20 persone davanti pensavo che sarebbero passate ore, invece dopo 10' uno dei due addetti mi chiama per il colloquio - notare che è avvenuto tutto in comunella, zero privacy, tutti ascoltavano tutti. PANICO! Non mi aspettavo di essere chiamata prima di molte altre persone che avevano l'appuntamento prima di me, forse è andata così perché rispetto ad altri il mio era un visto più "semplice", che non richiede troppe informazioni rispetto a chi, magari, si trasferisce per motivi di studio o per lavoro ma non con il visto di rappresentante culturale.
Morale: l'impiegato era un ragazzo gentilissimo, aria molto bostoniana (sembrava un po' un Kennedy), che ha esordito chiedendomi come stessi. Lo so che negli USA è prassi chiederlo anche alla cassa del supermercato (mi chiedo se dovrò cominciare a farlo anch'io sul lavoro...), ma è una cosa talmente improbabile qui in Italia che alla fine mi ha colpito molto positivamente. Le domande sono state rapidissime e molto facili: dove lavorerò, con che mansione, cosa faccio al momento e a quale facoltà sono iscritta. Dopo due minuti mi sento rispondere con accento americano: "Bene, il suo visto sarà pronto Lunedì dopo le 17.30". In quel momento penso che sul mio viso sia apparso il sorriso più luminoso che sia mai riuscita a fare. Un rapido "Thank you so much! Goodbye!" e sono volata fuori dall'ufficio con lo stesso stato d'animo di quando superavo un esame pesantissimo all'università. 
Ora presumo che le prossime poche settimane d'attesa saranno tutte dedicate ai preparativi rimasti. La Disney mi ha scritto qualche giorno fa per ricordarmi di pagare l'assessment fee, ma finché non ho il visto in mano penso proprio di aspettare ancora un po'. Tanto ormai non scappo!
Insomma, giornata piena quella di oggi; ora leggo un po' e poi a nanna, sono davvero stanca morta.

P.s.: ho appena scoperto che a due passi da MBE si trova il negozio Tescoma. Se l'avessi saputo prima ci sarei andata oggi stesso! Rimedierò Lunedì.

mercoledì 2 novembre 2011

I'm a Superstitious Girl

Silenzio scaramantico per domani.

In compenso ho scoperto che ha aperto Subway anche a Milano, proprio di fronte al Consolato. Fa tanto Dublino, fa tanto tre anni fa. Domani mi sa che pranzo lì, sperando che vada tutto bene. Oppure mi piglio un dolcino da California Bakery, dato che avrò bisogno di una coccola per smaltire tutta l'agitazione. 

Consulto gli orari del treno e poi entro nel mood dei preparativi per domani. Quante volte ricontrollerò tutto? 100? 1000? 1000000000000000? 

Insomma, chi mi vuole bene tenga le dita incrociate per me o mi mandi un pensierino positivo domani mattina. Chi mi vuol male, invece... TIE'!


domenica 30 ottobre 2011

Good News

Ebbene sì, sono riuscita ad anticipare il colloquio al Consolato!
Già nei giorni scorsi avevo provato a spostare la data, ma non era stato possibile trovare un solo posto libero prima del 28 Novembre. Ebbene, per scrupolo stamattina ho fatto un altro tentativo appena acceso il pc e... SORPRESA! Due posti liberi per il 3 e il 9 Novembre. All'inizio non ci credevo, mi sono detta "Avrò sicuramente letto male, sarà il 30, non è possibile", invece la data era proprio quella, quindi non ho indugiato oltre e ho prenotato subito. Giovedì prossimo, insomma, saprò finalmente se potrò partire per l'America. Da un lato sono molto in ansia, perché tutti i nodi verranno al pettine e se le cose dovessero andar male dovrei rinunciare a un sogno che porto avanti da quasi un anno, ma dall'altro meglio così... non ce l'avrei fatta a resistere un mese con questa spada di Damocle sulla testa, tolto il dente, tolto il dolore! 
Visto che sono a casa, adesso comincerò a preparare i documenti per Giovedì. La foto la rifaccio perché temo sia troppo scura e che la ciocca di capelli sul viso possa creare problemi, i 150$ (non rimborsabili, sigh!) li pago Mercoledì (domani non credo sia possibile, visto che partiamo alle 8.30), devo stampare il certificato d'iscrizione all'università e poi dovrei essere a posto. Speriamo, speriamo davvero che vada tutto bene! Fingers crossed!


venerdì 28 ottobre 2011

-39: Really Disappointed

Ok, è tutto ieri pomeriggio che mi sbatto per compilare tutto il più presto possibile, e il Consolato quando ha posto per il colloquio? Tra un mese, ossìa 8 giorni prima della partenza! Quindi io per altri 31 giorni non ho la più pallida idea sul fatto che parta o meno. E le valigie, l'assicurazione e tutto il resto? Che faccio, mi riduco a far tutto negli ultimi giorni? E il volo aereo? Non è che mi faranno pagare un sovrapprezzo allucinante, ammesso che si trovi posto ai primi di Dicembre?
Insomma, io capisco i tempi tecnici, ma dico, farmi avere i documenti un attimino prima no, eh?! Oltretutto i miei "colleghi" tedeschi hanno telefonato ieri ai loro consolati di riferimento e hanno tutti l'appuntamento tra il 2 e il 7 Novembre, mentre qualche inglese ha già il suo visto! E non possiamo dire nemmeno che questo ritardo sia dovuto al fatto di essere in Italia, perché non si tratta per niente di un ufficio pubblico italiano ma di un consolato straniero!
Che stress, non riesco a tranquillizzarmi nemmeno un po'. Non voglio rinunciare a tutto adesso, cacchio, non per delle quisquilie burocratiche... io mi vedo già lì, se non riesco a partire mi prende un colpo.

Va beh, per evitare brutti pensieri io oggi ho comprato un'altra cosina che mi serviva, la custodia per il passaporto. Vada come vada, servirà sicuramente. Sono anche arrivati i lucchettini TSA, per l'adattatore a questo punto aspetto. Che depressione, non ci voleva proprio...

mercoledì 26 ottobre 2011

-41: Visa Stuff

Gioia e tripudio: oggi mentre ero a Milano è arrivata una bella busta dalla Francia, LA busta, ovvero quella che contiene i documenti per il famigerato visto!!! Ebbene sì, le poste non sono riuscite a fagocitarsi pure questa, eh eh eh (a differenza, così sembra, degli altri due pacchettini che aspetto senza successo).
Ho dato uno sguardo alle scartoffie e certo la cosa è un pochino complessa, ma a questo punto mica ci si tira indietro, no? Tutt'altro! Si va avanti con quel misto di curiosità e ansia che ormai caratterizza questa mia avventura, sperando che tra 41 giorni (tra poco 40) si concretizzi davvero. Ancora non ci credo, mi sto preparando per trasferirmi un anno in Florida, io che 5 anni fa insegnavo nella scuolina di montagna e pensavo di avere grandi certezze. E invece... invece adesso ho davanti a me un I-94 parzialmente precompilato, un I-797, numeri da contattare, richieste da inoltrare, e se tutto va come deve, tra 41 giorni lascerò l'Italia.

Più ci penso e più tendo ad assumere la seguente espressione.


Oggi ho trascorso una piacevolissima giornata con una persona carissima, girando per il centro di Milano, mangiando schifezzuole a pranzo (in realtà schifezzuole dal punto di vista nutrizionale, perché il wrap era davvero delizioso) e per merenda un muffin stupefacente da California Bakery (sorvoliamo sul mio OTTIMO senso dell'orientamento...). Non ho comprato nulla ma alla Rinascente avrei voluto svaligiare il reparto cancelleria, nonché quello valigeria. Aaaaaaaaaaaaaaah, che cose da sogno ho visto! (E che prezzi, porcaccia la miseria...). 
Ora vado a dormire, ho camminato tutto il giorno e ho le gambe letteralmente a pezzi.

lunedì 24 ottobre 2011

-43

Ok, cominciato il giro di prenotazioni per le visite mediche. Domani vado in città a informarmi per il certificato di nascita in inglese all'anagrafe, per il richiamo dell'antitetanica e per la patente (e già che ci sono vado a iscrivermi al servizio Media Library On Line in biblioteca, così quando arriverà l'e-reader avrò qualcosina in italiano da scaricare e leggere). 

Intanto il postino è in giro per la mia via e da qui non è manco passato neanche oggi... ma sarà normale non avere ancora 'sti benedetti documenti e poi far tutto a rotta di collo? Ai posteri l'ardua sentenza.

domenica 23 ottobre 2011

-44

...fortuna che esistono gli abbonamenti digitali alle riviste, peraltro convenientissimi!

(In compenso: benedetti documenti, ma quando cavolo arriverete? :/).

mercoledì 19 ottobre 2011

TSA Approved

Appena acquistata la confezione da 2 su Amazon UK, 12€ in tutto spedizione compresa. Olé! Un acquisto in più. Considerando che a Piacenza sembrano non esistere i lucchetti a prova di TSA e che su eBay avrei speso di più, sono soddisfatta... speriamo solo che siano di qualità discreta e che arrivino presto (il mio ordine di Home Chocolate Factory dall'Inghilterra, ad esempio, non è ancora arrivato: spero non sia stato fagocitato dalle poste, accidenti!). Questi mi serviranno non solo per le valigie, ma anche per l'armadietto di sicurezza in casa e al lavoro.
Per l'adattatore sono ancora un po' in ambasce ma pare che ci sia qualcosa di valido e a prezzo equo su eBay, sto ancora valutando.
Per gli acquisti immediati rimangono il portapassaporto (prenderò quello scaroso classico bordeaux, mi sa) e i cartellini per le valigie. Anche per quelli spenderò poco (ammesso che non siano già compresi nelle valigie nuove), anche se non posso fare a meno di pensare che quelli ispirati alle copertine dei Penguin Classics sono stupendi (pure i portapassaporti, mannaggia). Solo che non posso spendere 7£ per un cartellino, è abbastanza scandaloso! Farò una capatina al negozio cinese.

martedì 18 ottobre 2011

Driving License

La mia patente è davvero antipatica. Sì, perché ha scelto di scadere a Gennaio 2012, costringendomi quindi a rinnovarla adesso per poi non usarla negli Stati Uniti (non ho ancora deciso se conseguire pure quella americana, anche se sono tentata). Ok, se vado da un medico del servizio sanitario pubblico pago molto meno che in autoscuola (38€, mi pare, anziché 80/90), ma mi scoccia molto smenarci un anno di patente, dato che una volta là la riporrei nel cassetto e arrivederci. Però ho fatto qualche ricerchina su internet, comrpeso il sito del Ministero dei Trasporti, e porcaccia miseria, non una sola riga sull'eventuale limite di tempo per il rinnovo! Quindi ora dovrei andare in autoscuola, ma dato che loro hanno il medico in sede dubito che mi consiglino di attendere, magari mi danno pure informazioni non corrette per tirare acqua al loro mulino. Forse dovrei andare alla Motorizzazione a chiedere? Oppure pago i 38€ e stop, almeno mi metto l'anima in pace e sto tranquilla? 
Avevo perfino pensato di conseguire la patente in America e poi farla convertire una volta tornata qui, ma pare che non sia possibile, perché le patenti americane vengono convertite solo ai diplomatici e ai militari. In compenso ho scoperto che da residente potrei rinnovarla all'ambasciata americana in Florida, ovvero... a Miami. Va beh, anche no (anche perché forse dovrei iscrivermi all'AIRE, non ho capito bene).
Uffa. Altra grana.

Oggi dovrei andare all'assicurazione, che ansia!

domenica 16 ottobre 2011

Miscellaneous

Ho una gran confusione in testa in merito alla scelta dell'e-book reader. Sto cominciando a farmi scrupoli sul tablet Nook Color, perché, appunto, è un tablet e a me interessa principalmente il lettore di libri elettronici (senza contare che mi secca l'idea di stare appiccicata a un LCD retroilluminato per ore, dato che la vista, come dire, è già quel che è). Quindi restano in campo il Nook nudo e crudo, il Kindle (non tra i preferiti) e la new entry tra le opzioni possibili, ovvero il Sony PRS-T1RC rosa. 


Ha le stesse caratteristiche del Nook (anche se il cambio pagina è decisamente poco gradevole), compresi touchscreen e wi-fi, ma dalla sua ha un'estetica migliore (diciamocelo, il Nook è bruttarello). Costa 10$ in più del Nook, ma 90€ meno rispetto al prezzo di vendita che ha in Italia (dove, peraltro, attualmente è ancora solo ordinabile). Mica bruscolini, insomma! Senza contare che ha 10 dizionari precaricati, al contrario del Nook (in previsione di un ritorno allo studio del francese e dello spagnolo mi fanno comodo).
Insomma... sempre più carne al fuoco, sempre meno decisione! L'unica certezza, tuttavia, è che al più tardi a Gennaio avrò il lettore, stipendio permettendo. Devo dire che secondo me questi reader hanno purtroppo una grande pecca: sono tutti in bianco e nero. Io adoro il colore e pur sapendo che in fondo i libri sono, appunto, in b/n, è anche vero che le copertine, i menu e gli screensaver sarebbero molto più belli a colori. Almeno, mi pare di aver capito che sono in bianco e nero pure quelli. Ho visto che Walmart ne vende alcuni a colori, ma sono LCD, pur non essendo tablet. Quindi no, torniamo al discorso dell'affaticamento della vista, meglio evitare il tablet.

Parlando invece di preparativi più seri, Martedì pomeriggio primo importante step: appuntamento in agenzia per parlare della polizza assicurativa (lavorando nel merch. e non nel F&B, infatti, devo sottoscrivere una polizza per l'assicurazione sanitaria che parta dal 6/12 e termini non prima dell'1/4). In realtà non so se farò già tutto quanto, non avendo ancora il visto in mano, ma voglio comunque parlare con l'assicuratore per sapere se devo sottopormi a visite mediche e/o esami pre-partenza, nonché conoscere massimali, premio, tipo di copertura, ecc... Ammetto, la sanità made in USA mi spaventa molto, spero francamente di non averne mai bisogno (oddio, credo che nessuno abbia desiderio di finire in ospedale, diciamo che in questo caso c'è un deterrente non da poco in più).
Sempre in tema di visite, devo prenotare anche quella dal dentista e altri esami di routine, i soliti che devo sorbirmi ogni anno in questo periodo. Questa è decisamente la parte più pesante e meno coinvolgente dei preparativi, quasi quanto la ricerca dei lucchettini TSA e dell'adattatore. I will survive.
Nel frattempo, ieri ho festeggiato il mio ultimo compleanno in Italia (almeno si spera, si sa mai che mi ricaccino indietro prima!). Ciò implica, peraltro, il primo rinnovo di patente, dato che la mia scade a Gennaio e causa trasferimento devo per forza far tutto adesso. Uff.

mercoledì 21 settembre 2011

Briefing


E' tardi! E' tardi! E' tardiiiii!!!
E' vero purtroppo, accidenti: sono stata pigra e indolente come la cicala di Esopo e adesso, facendo due rapidi calcoli di quel che ancora mi manca da fare, mi rendo conto che dovrò decisamente cominciare a fare un bel po' di giri qua e là, principalmente per l'aspetto burocratico legato alla partenza, ma anche per acquistare cose che ancora mi mancano e che sono essenziali... le valigie, per esempio!

Se non altro, l'altro giorno a Castelvetro ho finalmente preso le scarpe da mettere col completo elegante per il famigerato Traditions. Ho preso delle semplici ballerine nere, visto che, sbirciando qua e là su forum e blog, ho notato che molti cast member hanno consigliato per noi ragazze scarpe comode, con tacco basso o addirittura, appunto, le ballerine. Speriamo vadano bene, insomma! Per la camicia la vedo già dura, nel senso che io ho una vera e propria idiosincrasia legata alle camicie. Le odio, non riesco ad allargare le braccia senza che non si apra qualche bottone sul davanti o che la camicia si sollevi sulla pancia, e soprattutto odio stirarle. D'altronde non posso nemmeno mettermi una t-shirt... uffaaaaaaaaaa! Devo trovare una soluzione.

Sabato scorso sono stata in aeroporto. Abbiamo parcheggiato nel parcheggio proprio accanto alla pista, di fronte a un aereo di una compagnia araba* non meglio identificata, nonché di fronte a un paio di aerei della RyanAir. Uno è partito proprio mentre costeggiavamo la recinzione per entrare in aeroporto... beh, non lo nascondo, mi sono emozionata pensando che tra meno di due mesi ne prenderò uno pure io, anche se da un altro aeroporto, con un'altra compagnia. D'oh... adesso sì che arriva il bello!

Comunque lo prometto, dalla prossima settimana mi metto di buzzo buono e comincio almeno con le visite e l'assicurazione sanitaria. (Dovrei anche ricominciare a studiare per Letteratura Inglese, lo so, lo so...).

*A proprosito di compagnie arabe, la United Emirates cerca personale disposto a trasferirsi a Dubai. Lo stipendio base è bassino (le ore di volo sono da aggiungere a parte), in compenso sono compresi alloggio, trasporto e un mese di ferie l'anno, e soprattutto... stipendio completamente tax-free! O.o Prometto che se ricapita l'occasione - e nel frattempo torno magari a un peso più consono per quel ruolo -, dopo l'America ci penso seriamente! Anche se ho letto certe cose sulla vita negli Emirati che mi hanno lasciata un po' perplessa (un po' come l'uniforme, ecco).


lunedì 15 agosto 2011

Books


L'ho ordinato su Feltrinelli approfittando della spedizione gratuita, anche se in realtà Amazon lo dà disponibile  subito, peraltro ulteriormente scontato grazie all'offerta -40%. Se entro il prossimo ordine cumulativo il libro non sarà già partito, mi sa che annullerò l'ordine e aggiungerò pure questo al carrello di Amazon. Sembra un libro carino: fa parte della collana umoristica Guide Xenofobe, ne esiste una versione dedicata ai "popoli" delle varie regioni italiane e un'altra (questa) sui vari popoli stranieri.

Il prossimo acquisto a tema americano sarà questo - oltre, presumo, a una guida decente sulla Florida e a una piantina di Orlando:

More about America, istruzioni per l'uso