Accipicchia, non riesco mai a scrivere quanto vorrei... i giorni passano, il mio tempo qui si avvia quasi (quasi!) alla conclusione e mi rendo conto che questo blog è stato un po' abbandonato a se stesso. Mi spiace, perché vorrei davvero poter trasmettere ogni singola emozione che sto vivendo qui, ma ultimamente lavoro così tanto che la pigrizia ha sempre la meglio.
Vediamo un po' di fare mente locale su quanto successo recentemente. Per la prima (e spero ultima) volta ho avuto a che fare con una banca americana, esperienza frustrante quanto inutile che mi è costata ben due viaggi fino a Downtown, tutto per un misero assegno di trenta dollari da parte del governo americano. Il giorno prima vado in banca e chiedo se sia possibile cambiare l'assegno pur non avendo un conto corrente. Risposta: "Sì, certo, essendo una cifra bassa possiamo farlo, torni domani col SSN e le diamo i soldi". Benissimo: torno l'indomani e la risposta è "No, perché dopo l'11 Settembre non cambiamo assegni a chi non ha un conto corrente, la legge lo vieta. Le chiamo un impiegato per aprire un conto corrente? Così potrà accreditare l'assegno sul conto, pagando 5$ per l'accredito". Siccome appena sento la parola banca mi viene l'orticaria a causa di alcune esperienze passate poco positive, mi sono rifiutata di aprire un conto corrente per trenta dollari e pensavo già di dover rinunciare ai soldi (sono pochi, ma perché lasciarli allo Stato, visto che mi spettano?), quando ho scoperto su internet che in realtà c'è chi, a fronte di una piccola percentuale, può cambiare gli asssegni statali: tra questi alcuni Wal-Mart, nonché Amscot. Insomma, stiamo a vedere quanto tempo ci vorrà prima di avere il mio tax refund (per l'anno prossimo sono già organizzata: dati della carta di debito e via! Anche perché sarò in Italia, dovrò fare per forza tutto a distanza). Nel frattempo è arrivato il mio rimborso IRPEF in Italia, solo che ovviamente non sono ammesse deleghe, devo ritirarlo io in persona! Fortuna che il cedolino scade a Dicembre, così riesco ad incassarlo dopo il mio ritorno.
Pochi giorni fa ho vissuto una giornata a dir poco incantevole a Tampa, per il concerto dei Coldplay. Ho pranzato in una veranda sull'oceano al Whisky Joe's, un posticino carino dove ho mangiato pesce e dove mi sono vista la semifinale degli Europei con due colleghe, gustando una fettona di Key Lime pie (io la amo, quando andrò a Key West ne farò una scorpacciata! Devo anche prendere del lime curd, a proposito).
La viabilità intorno al Tampa Bay Times Forum era un disastro: traffico in tilt, segnaletica carente, in più i poliziotti non ci hanno saputo dare informazioni precis. Direi tuttavia che ne è valsa la pena, decisamente! Il concerto è cominciato verso le 9 dopo l'esibizione non troppo spettacolare di due supporter, Wolf Gang e Robyn. I Coldplay sono entrati in scena a luci spente, in un'arena illuminata solamente dai braccialetti che ci hanno regalato all'ingresso. Questi braccialetti erano speciali, perché s'illuminavano a ritmo di musica durante determinate canzoni, e l'effetto visivo era veramente fantastico, una cosa spettacolare. E' stato un concerto all'insegna del colore: non solo braccialetti, ma anche petali sparati sul pubblico, palloni colorati, luci, cuori giganti, ecc... I Coldplay hanno suonato divinamente e Chris Martin non solo ha cantato in modo impeccabile, ma si è rivelato un animale da palcoscenico! Il momento più emozionante è arrivato con The Scientist, cantata da tutta l'arena: ho provato davvero un'emozione indescrivibile.
La viabilità intorno al Tampa Bay Times Forum era un disastro: traffico in tilt, segnaletica carente, in più i poliziotti non ci hanno saputo dare informazioni precis. Direi tuttavia che ne è valsa la pena, decisamente! Il concerto è cominciato verso le 9 dopo l'esibizione non troppo spettacolare di due supporter, Wolf Gang e Robyn. I Coldplay sono entrati in scena a luci spente, in un'arena illuminata solamente dai braccialetti che ci hanno regalato all'ingresso. Questi braccialetti erano speciali, perché s'illuminavano a ritmo di musica durante determinate canzoni, e l'effetto visivo era veramente fantastico, una cosa spettacolare. E' stato un concerto all'insegna del colore: non solo braccialetti, ma anche petali sparati sul pubblico, palloni colorati, luci, cuori giganti, ecc... I Coldplay hanno suonato divinamente e Chris Martin non solo ha cantato in modo impeccabile, ma si è rivelato un animale da palcoscenico! Il momento più emozionante è arrivato con The Scientist, cantata da tutta l'arena: ho provato davvero un'emozione indescrivibile.
Parlando del mio lavoro, ci sono delle piccole novità. Innanzitutto, la mia candidatura come trainer è stata accettata: ho superato il colloquio e ora sono in attesa di sapere quando si terranno i corsi di formazione, al termine dei quali potrò finalmente indossare la spilletta col Grillo Parlante. Non vedo l'ora! Il trainer è una figura che svolge un ruolo importante, basato sull'affiancamento e sulla preparazione dei nuovi cast member. Io sono stata molto fortunata ad avere una trainer bravissima, spero di non deluderla ora che passerò anch'io dall'altro lato della barricata. Spero solo che i corsi non si tengano a fine Luglio, altrimenti mi salta la vacanza a spasso tra Niagara Falls, NYC, Washington e Philadelphia!C'è poi un'altra piccola, piacevole novità. Qualche giorno fa uno dei miei manager mi ha chiesto di seguirlo backstage perché mi doveva parlare. Oltre a confermarmi di essere stata scelta come trainer, mi ha dato un'altra bella notizia: durante un sondaggio un guest ha fatto il mio nome e ha detto che sono stata particolarmente gentile e disponibile, così ho finalmente avuto diritto a due piccoli riconoscimenti, la stellina con il mio nome sul pannello che abbiamo in ufficio e la pin del Merchantainment. Insomma, sono piccole cose ma mi hanno fatto davvero molto piacere, anzi, a un certo punto ero talmente felice e saltellante che il manager mi ha abbracciato, seguito a ruota da un'altra manager che entrava proprio in quel momento.
Insomma, qui in generale per ora va tutto bene, anche se la nostalgia di casa comincia un po' a farsi sentire. Quando tornerò avrò il cuore diviso a metà, credo, ma è anche giusto che quest'esperienza prima o poi finisca: non credo che riuscirei a vivere per sempre così, sia perché il lavoro è stressante e poco remunerativo, sia perché gli Stati Uniti non sono esattamente la mia cup of tea, sono decisamente più europea.
Ho deciso di non menzionare la notizia brutta relativa al coinvolgimento di una famiglia italiana in vacanza a Epcot. Per me è stato un pugno nello stomaco, davvero non riesco a capacitarmi di certe cose, e oltretutto la politica aziendale mi vieta di parlarne, quindi capitolo chiuso, sebbene sia rimasta profondamente addolorata da quanto accaduto, sia dal fatto in sé che dalle sue conseguenze.
Lo scorso Mercoledì ho trascorso il pomeriggio e la serata a Epcot, vivendo il mio primo 4 Luglio in terra americana. Ho mangiato la mia prima funnel cake (OMG, che delizia!), ho cenato nel padiglione tedesco con un panino Bratwurst, ho comprato due magliette della Puma per 11$ e spiccioli (adoro il negozio sportivo del padiglione tedesco!), ho visto il concerto della cover band di Bon Jovi e infine degli splendidi fuochi d'artificio speciali, divisi tra la laguna di Epcot e il retro dell'American Adventure. Davvero spettacolare: per un giorno mi sono sentita un po' americana anch'io :)
Oggi invece ho approfittato del giorno off per mettere un po' a posto la casa. Ho cominciato a mettere in valigia tutti i regali presi finora, più tutte le cosine che ho preso finora per lo scrapbooking, compresa la Big Shot. Ce la farò con due valigione e un trolley? Ai posteri l'ardua sentenza...
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