26 Luglio: si parte!
Finalmente ci siamo!
Dopo solo tre ore di sonno sveglia alle 5, mi preparo in pochissimo tempo e mi avvio verso la clubhouse del mio complesso. Raggiungo le mie due colleghe che saranno anche le mie compagne di viaggio e andiamo in macchina all'aeroporto di Orlando.
Il nostro volo AirTran è in perfetto orario, si parte intorno alle 8 e dopo un brevissimo scalo ad Atlanta ripartiamo per Buffalo. Una volta arrivate acquistiamo il pass giornaliero per 5$, prendiamo l'autobus 40 (= una minuscola navetta) e una volta arrivate alla stazione degli autobus prendiamo la navetta per le cascate. Il viaggio dura tanto, quasi un'ora, e il paesaggio non è un granché... case fatiscenti, paesaggio industriale, insomma, niente di che. Il tempo piovoso e il cielo grigio certamente non aiutano a rendere il panorama particolarmente gradevole e interessante, ma finalmente arriva la fine del viaggio: scendiamo nei pressi del Socrate Casino, le cascate non dovrebbero essere lontane! Per essere una zona turistica non ci sembra di vedere molta vita: poca gente in giro, pochi locali, giusto qualche negozio stravecchio che vende souvenir ancora più vecchi, uno Starbucks e un Hard Rock. La nostra impressione verrà confermata più tardi, quando torneremo a Buffalo dopo lo spettacolo meraviglioso delle cascate. Ma torniamo a noi...
Entriamo all'ufficio informazioni, diamo una controllatina alle cartine e ci mettiamo in cammino.
Finalmente ci siamo!
Dopo solo tre ore di sonno sveglia alle 5, mi preparo in pochissimo tempo e mi avvio verso la clubhouse del mio complesso. Raggiungo le mie due colleghe che saranno anche le mie compagne di viaggio e andiamo in macchina all'aeroporto di Orlando.
Il nostro volo AirTran è in perfetto orario, si parte intorno alle 8 e dopo un brevissimo scalo ad Atlanta ripartiamo per Buffalo. Una volta arrivate acquistiamo il pass giornaliero per 5$, prendiamo l'autobus 40 (= una minuscola navetta) e una volta arrivate alla stazione degli autobus prendiamo la navetta per le cascate. Il viaggio dura tanto, quasi un'ora, e il paesaggio non è un granché... case fatiscenti, paesaggio industriale, insomma, niente di che. Il tempo piovoso e il cielo grigio certamente non aiutano a rendere il panorama particolarmente gradevole e interessante, ma finalmente arriva la fine del viaggio: scendiamo nei pressi del Socrate Casino, le cascate non dovrebbero essere lontane! Per essere una zona turistica non ci sembra di vedere molta vita: poca gente in giro, pochi locali, giusto qualche negozio stravecchio che vende souvenir ancora più vecchi, uno Starbucks e un Hard Rock. La nostra impressione verrà confermata più tardi, quando torneremo a Buffalo dopo lo spettacolo meraviglioso delle cascate. Ma torniamo a noi...
Entriamo all'ufficio informazioni, diamo una controllatina alle cartine e ci mettiamo in cammino.
Le cascate non sono molto lontane: ci dà il benvenuto la targa Niagara Reservation, entriamo in quello che sembra un normale parchetto cittadino e per prima cosa andiamo a pranzare (la fame ci dà il tormento!). La scelta è abbastanza limitata, quindi alla fine optiamo per dei panini che pagheremo a caro prezzo (nemmeno a New York abbiamo pagato così tanto!).
Dopo una passeggiata nel parco, ci avviamo alla biglietteria della Maid of the Mist, la barca che ci permetterà di vedere da vicino le cascate. Acquistiamo il biglietto (15$) che ci dà diritto ad accedere a un punto panoramico particolarmente elevato, da cui godiamo una vista mozzafiato. Scattate un po' di foto (il tempo purtroppo non è dei migliori), decidiamo di scendere per imbarcarci. Ci viene ritirato il biglietto con il logo della Maid e ci viene dato un poncho blu, sempre contraddistinto dal logo della barca. Il poncho è più resistente di quel che sembra e ci tornerà utilissimo nei giorni successivi, quando a Washington ci sorprenderà il diluvio all'esterno del Campidoglio. L'imbarco è piuttosto rapido: siamo tra le prime della fila, quindi saliamo subito e ci accaparriamo i posti in prima fila sul ponte superiore. Un suono di tromba segnala la partenza: dopo l'iniziale spavento (quanti decibel ci avranno sparato nelle orecchie?!) ci teniamo forte alla balaustra e ci godiamo il viaggio.
Che dire? E' un'emozione unica... una quantità d'acqua impressionante, spruzzi, arcobaleni, gorghi (ogni tanto qualche anatra avventurosa passava davanti alla barca, finendo inghiottita dalle onde...), e poi il rumore delle cascate, così forte, a dimostrazione della potenza della natura. La Maid si ferma in due punti precisi, ma il secondo (Horseshoe Fall, data la forma a ferro di cavallo) è decisamente il più spettacolare... si viene completamente avvolti dalla foschia provocata dall'acqua, è davvero qualcosa di unico.
Che dire? E' un'emozione unica... una quantità d'acqua impressionante, spruzzi, arcobaleni, gorghi (ogni tanto qualche anatra avventurosa passava davanti alla barca, finendo inghiottita dalle onde...), e poi il rumore delle cascate, così forte, a dimostrazione della potenza della natura. La Maid si ferma in due punti precisi, ma il secondo (Horseshoe Fall, data la forma a ferro di cavallo) è decisamente il più spettacolare... si viene completamente avvolti dalla foschia provocata dall'acqua, è davvero qualcosa di unico.
Dopo circa 20' si torna a terra: il tempo per qualche altra foto e decidiamo di lasciare le cascate dopo l'esperienza divertentissima della navigazione. La zona circostante ci appare abbastanza desolata, come dicevo... entriamo in quello che sembra un centro commerciale, ma troviamo solo un sacco di souvenir di NY a carissimo prezzo (ne ho comprati di più economici a Manhattan, giuro), qualche cartolina e qualche magnete delle cascate sbiaditi, nulla di più. Ci infiliamo in un bar, io prendo un tè bollente, le mie amiche un caffé, e poi torniamo fuori. Visto che la zona non ha attrattive particolari (e che è tutto chiuso, salvo appunto qualche rara eccezione), riprendiamo il bus e torniamo a Buffalo. Qui rimaniamo scioccate dalla desolazione della città: non c'è nulla! Non un'anima in giro, solo qualche faccia non troppo raccomandabile, un paio di pompieri seduti sulle sdraio nel garage della caserma, una macchina della polizia. Cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa, proviamo a spostarci verso il centro, ma niente, tutto chiuso! Ed è tardo pomeriggio! Tanto per dirne una, Starbucks chiude alle 5, come ci dice un cartello sulla porta del locale. Proviamo ad andare in un pub e il proprietario ci caccia fuori, dicendo che sta per chiudere. Andiamo in un pub irlandese, idem, ci dicono che stanno per chiudere perché quando i Buffalos non giocano la zona è deserta. MA NO!!! Non l'avremmo mai detto...
Per fortuna il ragazzo che gestisce il pub ci dice di spostarci di due isolati, dove si trova l'unico locale (parole sue) aperto di sera, il Pearl Street. Ci spostiamo e finalmente raggiungiamo questo posto, un bell'edificio di mattoni rossi su tre piani dove fanno musica dal vivo, si mangia bene, si beve birra prodotta artigianalmente e si può anche giocare a biliardo, freccette, ecc...
Ci sediamo, stanche morte per la levataccia, i viaggi in aereo e la camminata, e ordiniamo da mangiare. Io mi sono scelta un hamburger di vitello a dir poco ottimo, accompagnato da pane fresco, verdura e patatine tagliate in modo grossolano ma deliziose. Ce ne stiamo al calduccio fino alle 23 circa, quando decidiamo di tornare alla stazione dei bus per aspettare il nostro Megabus, che arriverà - ahimé - con mezz'ora di ritardo. Finalmente, all'1:15 del mattino saliamo sul bus, allontanandoci da una città che non ci è piaciuta per niente. Niente a che vedere con le cascate, insomma... Tra l'altro, chiacchierando con una ragzza del luogo abbiamo saputo che il parco intorno alle cascate non è una zona raccomandabile di sera, addirittura ci ha parlato di gang che infestano la zona. Se sia vero non lo so, so solo che di sicuro non rimetterò piede a Buffalo, non mi è piaciuta per niente. Le cascate invece sì... magari la prossima volta le vedrò dal lato canadese (questa volta non ho potuto per via del visto, avrei dovuto richiedere dei documenti speciali alla Disney, nello specifico un foglio viola in cui il mio datore di lavoro dimostra che ho un lavoro negli Stati Uniti e che vi farò ritorno).
Insomma, nel cuore della notte saliamo su Megabus e partiamo... NY, ancora poche ore e saremo lì!
Per fortuna il ragazzo che gestisce il pub ci dice di spostarci di due isolati, dove si trova l'unico locale (parole sue) aperto di sera, il Pearl Street. Ci spostiamo e finalmente raggiungiamo questo posto, un bell'edificio di mattoni rossi su tre piani dove fanno musica dal vivo, si mangia bene, si beve birra prodotta artigianalmente e si può anche giocare a biliardo, freccette, ecc...
Ci sediamo, stanche morte per la levataccia, i viaggi in aereo e la camminata, e ordiniamo da mangiare. Io mi sono scelta un hamburger di vitello a dir poco ottimo, accompagnato da pane fresco, verdura e patatine tagliate in modo grossolano ma deliziose. Ce ne stiamo al calduccio fino alle 23 circa, quando decidiamo di tornare alla stazione dei bus per aspettare il nostro Megabus, che arriverà - ahimé - con mezz'ora di ritardo. Finalmente, all'1:15 del mattino saliamo sul bus, allontanandoci da una città che non ci è piaciuta per niente. Niente a che vedere con le cascate, insomma... Tra l'altro, chiacchierando con una ragzza del luogo abbiamo saputo che il parco intorno alle cascate non è una zona raccomandabile di sera, addirittura ci ha parlato di gang che infestano la zona. Se sia vero non lo so, so solo che di sicuro non rimetterò piede a Buffalo, non mi è piaciuta per niente. Le cascate invece sì... magari la prossima volta le vedrò dal lato canadese (questa volta non ho potuto per via del visto, avrei dovuto richiedere dei documenti speciali alla Disney, nello specifico un foglio viola in cui il mio datore di lavoro dimostra che ho un lavoro negli Stati Uniti e che vi farò ritorno).
Insomma, nel cuore della notte saliamo su Megabus e partiamo... NY, ancora poche ore e saremo lì!
[To be continued...]
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