Nella mia vita non ho mai avuto grandi certezze, ma posso dire (forse sbilanciandomi un po' troppo in anticipo) che in questo momento una grande certezza ce l'ho, ed è quella di aver fatto la scelta giusta venendo qui in Florida. Sento che sto cominciando a cambiare come persona e lo stesso si può dire della mia visione delle cose: sì, sono sempre ansiosa e mi faccio mille paranoie (prima tra tutte quella di fallire, di sbagliare, di essere "terminata" - è il termine con cui la Disney intende "licenziata"), ma rispetto a com'ero prima di partire mi butto di più nelle cose, nell'interagire con le persone, nella mia vita quotidiana. Prima di partire avevo sempre la sensazione di lasciarmi in qualche modo trascinare dagli eventi. Se guardo indietro mi sembra di aver fatto passi da gigante in questi 10 giorni, eppure sono solo 10 giorni! Sono così tante le cose nuove che ho fatto e sto facendo che quasi perdo il conto.
Dunque, purtroppo in questi giorni sono stata letteralmente risucchiata dalle varie incombenze burocratiche e lavorative, ma soprattutto ho cominciato il training al lavoro, quindi il tempo per aggiornare il blog si è decisamente ridotto. Ciononostante, è doveroso raccontare un po' cosa mi è successo in questi giorni partendo dall'inizio, almeno per sommi capi.
1) IL VIAGGIO
Il viaggio è stato un po' un'odissea in termini di tempi. Uscita da casa mia alle 3.30 del mattino, sono partita in perfetto orario da Linate alle 7.35. Peccato che a Londra il vento ci abbia creato qualche problema, al punto che siamo atterrati con evidente ritardo in un aeroporto enorme dove la coincidenza sarebbe partita... 10' dopo!!! Per fortuna la British (che signora compagnia! Mai più senza!) ci ha mandato una signora gentilissima fuori dall'aereo per saltare i normali controlli di routine e passare direttamente all'imbarco. Così abbiamo corso come pazzi, facendo due rampe di scale, prendendo due ascensori e pure il treno, nonché passando i controlli di sicurezza in una zona riservata agli imbarchi rapidi.
Il volo intercontinentale è andato alla grande, non ho dormito ma tra film e musica il tempo è letteralmente volato. A Miami ho passato i famigerati controlli di dogana e immigration, la parte che forse mi spaventava maggiormente. Primo step, l'immigration: mi metto in coda diligentemente nella fila dei NON-US citizens, quando un signore dall'aspetto molto country (di quelli che ti aspetti di trovare su un trattore del Kansas con la camicia a quadrettoni e la salopette) mi dice di andare al banco dei residenti/cittadini USA. Cerco di dirgli che non sono americana (non volevo beccarmi una cazziata dal poliziotto e rifare la coda) e il signore si mette le mani sugli occhi e mi dice: "Don't look, just listen to me: go there, no problem!". Così, tutta timorosa (i controlli di sicurezza mi spaventano sempre, vai a sapere perché), vado dal poliziotto e gli mostro il passaporto. L'agente mi controlla i documenti, controlla il visto, controlla l'I-94 e mi chiede dove vado a lavorare e per quanto. Rispondo e mi chiede: "Where?". Ripeto che vado a WDW, e lui ancora: "But WHERE?!". A quel punto, rintronata dal viaggio, non so più cosa rispondergli, finché non mi dice "In which hotel?". Ma nooooo! Ma se ti ho detto che vado a lavorare come merchandise hostess, che c'azzeccano i resort? (Perché qui abbiamo i RESORT, non gli hotel :P). Così gli dico di Epcot e fa "Oooooh, that thing of the world...". Va beh, alla fine lascio le impronte digitali, mi viene scattata la foto (mamma mia, dopo tutte quelle ore di volo sarò sembrata una pazza) e con grande sollievo esco da lì e seguo le indicazioni del baggage claim. Sicura di essere arrivata a Miami senza valigia (io a malapena ho preso l'aereo, figuriamoci la valigia come può avercela fatta), vado al carousel del mio volo e... GIUBILO! Eccola lì, buttata fuori proprio mentre arrivo! Così mi scapicollo al nastro e prendo la valigia, felice di avere con me tutte le mie cose. In realtà a Linate le avevano applicato un'etichetta viola con scritto SHORT TIME o qualcosa del genere, quindi quella dev'essere stata provvidenziale, però che paura! Anche perché lo stesso addetto del check-in a Linate - quello, per intenderci, che mi aveva detto che la mia ESTA non era stata approvata (cosa non vera perché avendo il visto a me l'ESTA non serve) - mi aveva detto "speriamo che arrivino in tempo", il che lasciava ben poche speranze.
Ad ogni modo, presa la valigia carico tutti i bagagli su un carrello e vado verso la dogana, dove però mi chiedono solo il passaporto e niente più. A questo punto arrivo al baggage drop, dove lascio la mia valigiona appena ritrovata per reimbarcarla in direzione Orlando. E così passano 4 ore a Miami, che poi diventeranno 7 perché l'American Airlines prima ci ha detto che il volo era in ritardo dal Messico, poi che l'aereo aveva problemi tecnici, infine che il pilota non se la sentiva di guidare quell'aereo in quelle condizioni (!!!) e che quindi dovevamo imbarcarci altrove. In questo arco di tempo abbiamo cambiato gate 3 volte, quindi come dire, ero ormai lobotomizzata! L'unica cosa bella del volo by night è stata Miami dall'alto, uno spettacolo di luci che mi ha allargato il cuore. Dimenticavo: mentre salivo sull'aereo mi si sono rotti gli occhiali, che per fortuna sono riuscita a riparare un po' alla buona con l'Attack presa al Walmart. Al lavoro porto le lenti a contatto ma prossimamente mi farò fare gli occhiali nuovi, per questo sto cercando di risparmiare un po', perché dubito di cavarmela con meno di 200$. Porca miseria, lo sapevo, avrei dovuto far fare un aio di occhiali nuovi prima di partire! Memento.
All'aeroporto di Orlando ho ritrovato di nuovo la mia mitica valigiona rosa presa nel negozio cinese (incredibile, 25.90€ e manco una rotella rotta, sono allibita!), quindi a quel punto ho preso la navetta Mears con tutti gli altri cast member e sono partita alla volta di Vista Way (mezzanotte ora locale, le 6 in Italia, quasi 27 ore dopo la partenza da casa!). A Vista Way ci ha accolto il personale Disney, ho scoperto di essere stata messa al Patterson anziché ai Commons, ho preso un biscotto e un'arancia (li hanno offerti a tutti, acqua compresa) e poi sono salita su un furgone che mi ha portato nella mia nuova casa. Io adoro letteralmente questo complesso, è tranquillo, silenzioso, pulito (esternamente) e tutto nuovo, pieno di palme e fiori d'ibisco, ma purtroppo sono capitata piuttosto male con le coinquiline. Ora non vorrei dilungarmi sull'argomento, però diciamo che sporcizia, maleducazione e ospiti indesiderati mi stanno persuadendo a cambiare casa, anche se mi piacerebbe molto rimanere in questo complesso. Mah, vedremo! Almeno la mia roomie giapponese è una persona relativamente ordinata e molto gentile, mi ha anche fatto avere un maneki neko troppo bello col 40% di sconto, e poi con lei riesco a parlare, mentre con le altre due... lasciamo perdere.
2) IL LAVORO
Qui ci sarebbero milioni di cose da dire, credo che scriverò un post più avanti, magari domani... adesso è tardi, vado a nanna, approfitterò di questi due giorni off per raccontare un po' meglio (quando non sarò nei parchi, ovviamente).
[To be continued]
Ahhhhhhhhhhhhhhhh!! Proprio quello che mi ci voleva!! Grazie dell'aggiornamento!!
RispondiEliminaxo
La