Pare proprio che a Maggio riceverò visite dall'Italia :) Visto che per ottenere lo sconto del 50% devo necessariamente stare al resort anch'io, siamo riusciti a combinare il tutto unendo i miei giorni off prestabiliti, una floating holiday (= giorno di vacanza retribuito ogni tre mesi) e un additional day off (= giorno libero non retribuito), nonché i giorni off della mia coinquilina, che invece prenderà i miei giorni off della settimana successiva. Mi ci è voluto un po' per riuscire ad incastrare tutto, ma alla fine sono riuscita a raccapezzarmi, ho chiesto in anticipo il giorno di vacanza e quello non retribuito (già approvati, a quanto pare), chi verrà qui ha già prenotato l'aereo, la caparra è stata versata... insomma, dovrebbe andare tutto bene, facendo i debiti scongiuri!
Il resort in cui staremo è in zona Animal Kingdom. Avremo la navetta gratuita sia per i parchi che per Downtown Disney, quindi dovrebbe essere abbastanza comoda come soluzione. Insomma, per 6 giorni vivrò i parchi Disney da turista. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, infatti, nel tempo libero non ho l'abitudine di stare sempre nei parchi... di solito trascorro un po' di tempo in piscina, visto il tempo meraviglioso degli ultimi tempi, e poi mi dedico a quelle cose che trascuro/rimando durante la settimana.
In realtà dei quattro parchi Disney visiteremo solo Magic Kingdom e gli Hollywood Studios, dopodiché visiteremo i parchi della concorrenza (leggi: Universal). Nei giorni restanti (uno o due in realtà) credo che ci spaparanzeremo nella piscina del resort, sperando di uscire vivi da questo tour de force.
Qui nel frattempo è arrivato un caldo veramente soffocante. Se da un lato mi spaventa un po' quello che mi aspetterà nei prossimi mesi, dall'altro devo ammettere che girare continuamente in mezze maniche da Marzo mi sta cominciando a piacere moltissimo: sarà dura tornare a casa a Dicembre, passando da temperature miti (a Natale avevamo circa 26° C) al rigido inverno padano, con tanto di nebbia e ghiaccio. Ma sì, chi se ne frega, di tempo per pensarci ce n'è :) In realtà, per quanto io non ci pensi mi trovo in qualche modo costretta a fare i conti col pensiero del ritorno: adesso ad esempio sto tenendo d'occhio i voli per l'Italia di fine Novembre, perché dopo aver visto schizzare alle stelle i prezzi dei biglietti di altri cast member sto pensando di acquistare con grande anticipo il mio biglietto di ritorno. Considerando che voglio viaggiare comoda (1 solo scalo), su CheapOair ho trovato un biglietto della British Airways a poco più di 500€, che sarebbe meno di quel che ho pagato l'anno scorso per venire qui. Ci sarebbe da aggiungere qualcosa per il secondo bagaglio imbarcato (sperando di farmene bastare due!), ma sarebbe davvero troppo comodo poter partire da qui senza andare fino a Miami o New York. Inizialmente avevo considerato Aer Lingus con la prospettiva di fare uno scalo di qualche giorno a Dublino, ma l'idea di trascinarmi tutto il bagaglio sull'Air Link e di fare turismo col jet lag e il viaggio intercontinentale alle spalle non mi attirava troppo. Preferisco aspettare il rimborso della Disney (800$) ed eventualmente farmi un viaggetto con un'amica partendo dall'Italia, magari con Ryan Air (memorabile il biglietto A/R a 19.99€ del 2009). Insomma, medito ancora un po' e poi effettuerò l'acquisto. Che ansia però...
A proposito di ritorno, stasera su Facebook ho trovato questo post che mi ha colpito particolarmente.
E casa?
È così lontana, dopo questi mesi qua sembra impossibile tornare
indietro. Ma ogni tanto è l’unica cosa che vorresti fare.[...] E
anche io ogni tanto piango perché vorrei uccidervi di abbracci e baci e
invece sono troppo lontano per farlo. Ma poi se penso di tornare
indietro non ci riesco. Ci sono persone, esperienze che ti cambiano la
vita, e allora non si può tornare indietro. Posso tornare a casa, fingere che sia tutto ok ma dentro di me so che non posso più vivere come prima.
[...] Eh sì, noi giovani senza futuro, figli di una crisi che
ci ha tolto la terra sotto ai piedi prima che ancora imparassimo a
camminare, noi del “non mi fare domande sul mio futuro, non ho risposte
da darti”.
Questo post è per noi,
che non abbiamo il lusso di poter sognare a casa nostra e che per farlo
ci tocca andare dall’altra parte del pianeta, che il futuro è spesso più
un’angoscia che qualcosa in cui credere, noi che vorremmo anche solo un
quarto delle opportunità che fioccano qua, ma nella terra dove siamo
nati.
Renzo Piano
disse diverso tempo fa a Fazio “che i giovani devono partire per
curiosità, non per disperazione”. Noi partiamo per curiosità ma non
torniamo per disperazione. Un po’ vorrei essermi
innamorata di questo posto, tornare a casa, piangere ma poi innamorarmi
di nuovo della mia città, della terra a cui appartengo.
Ma tornando a casa ho paura di ricevere un pugno nello stomaco
più che un caldo abbraccio di benvenuto. Parlo a nome mio ma anche a
nome di tutti quelli che si trovano lontani (che sia Australia o
qualsiasi altro posto).
Vogliamo la possibilità di scegliere. Di partire, viaggiare e restare lontani perché davvero lo vogliamo.
Non perché non abbiamo altra scelta.
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La scorsa settimana sono finalmente andata a ritirare gli occhiali da Vision Works al Florida Mall. Ho speso un po' più di quanto previsto (380$) ma ho avuto diritto all'offerta "1 + 1", vale a dire che al costo di un paio di occhiali me ne hanno venduti due, lenti e montature comprese. Anche se ho dovuto risparmiare per alcune settimane, secondo me è stato tutto sommato conveniente, almeno col cambio in euro, e non ho nemmeno dovuto pagare la visita oculistica, visto che l'optometrista mi ha accettato la prescrizione italiana (per le lenti a contatto invece nulla da fare, ci vuole la prescrizione americana, quindi mi farò portare le mensili dall'Italia). Diciamo che adesso ho un pensiero in meno e posso cominciare a risparmiare per cominciare FINALMENTE a viaggiare un pochino. Intanto io e due amiche ci siamo aggiudicate i biglietti per il concerto dei Coldplay a Tampa il 28 Giugno, olé!
Parlando di burocrazia (veniamo alle dolenti note), nell'ultima settimana mi sono dovuta scontrare con la burocrazia americana, che - credetemi - non ha poi molto da invidiare a quella italiana in quanto a farraginosità. Per prima cosa ho dovuto affrontare la dichiarazione dei redditi per aver lavorato BEN 25 giorni nel 2011. Attualmente sono in attesa di un assegno di 32 dollari, assegno che dovrebbe arrivare tra un mese circa, sperando che in banca non mi chiedano delle commissioni elevate, altrimenti non mi ritrovo nulla in tasca!
Il peggio comunque è arrivato con l'assicurazione sanitaria della Disney. Premetto che sono stata scoperta per ben 10 giorni prima di poter finalmente scegliere una polizza base, il che mi ha dato non poco fastidio. Al di là di questo, per qualche inspiegabile motivo l'indirizzo a cui dovrebbero essere spediti i tesserini non è il mio attuale, ma quello del complesso in cui vivevo 4 mesi fa! Ma la cosa divertente è che a molti miei colleghi i tesserini sono arrivati... all'indirizzo italiano! Insomma, già mi lasciava perplessa il fatto che una nazione evoluta come gli Stati Uniti non avesse un sistema sanitario pubblico, ma ascoltando quel che si dice in giro e vedendo tutti questi disservizi ho rivalutato un po' l'Italia, pur avendo bene in mente anche i suoi infiniti difetti. L'America per certe cose è davvero un grande Paese, ma per altri versi, secondo me, ha ancora tanta strada da fare. Diciamo che per me un anno qui è più che sufficiente: non che mi sia stancata di stare qui, per carità, ma mi sono resa conto che con gli States non è scattato il grande amore che invece provo per l'Irlanda. Con questo non dico che non mi piaccia stare qui, tutt'altro, conto (disponibilità economiche permettendo) di tornare qui più volte in futuro e vedere tantissimi posti, ma la prospettiva di un'intera vita qui davvero non mi attira per nulla. E' anche vero che nelle ultime settimane sto cominciando a pensare seriamente di cercarmi un lavoro che mi permetta di viaggiare spesso, quindi forse c'entra quello, chissà... di certo questa si è rivelata un'esperienza fondamentale e non mi pento per niente di essere qui, tutt'altro.
Sono moooolto invidiosa del concerto dei Coldplay (qui i biglietti sono finiti in un nanosecondo!) e se vai a Dublino quando torni, mi voglio aggregare! :P
RispondiEliminaCerto! Dobbiamo proprio andarci insieme! <3
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