Siamo tornati a casa da San Francisco da un paio di giorni e ho pensato di scrivere un diario per raccogliere ricordi e impressioni di questo viaggio sognato a lungo. Inizialmente questa doveva essere una tappa del nostro viaggio di nozze, ma all'epoca mio marito aveva insistito per visitare NY e quindi avevamo dovuto eliminare SF per mancanza di tempo. Stavolta però niente scuse, ho vinto io e San Francisco sia! 😍

San Francisco mi è piaciuta tantissimo: non ero mai stata in California e devo dire che ho avvertito immediatamente la differenza a livello di cordialità e disponibilità rispetto agli abitanti di città come New York. Più volte io e mio marito siamo stati fermati da persone che ci hanno chiesto se avessimo bisogno di indicazioni, semplicemente perché stavamo armeggiando con la cartina o controllando gli orari dei bus su Google Maps. Una cosa simile finora mi era capitata solo in Irlanda e sono rimasta davvero piacevolmente sorpresa. Certamente non mancano i lati negativi: vedere tutte quelle persone che dormono per strada o che vagano parlando da sole (magari pure senza scarpe) fa davvero stringere il cuore. Solo una volta abbiamo avuto un problema con uno di loro; per il resto abbiamo girato piuttosto tranquillamente, attraversando le zone più malfamate solo con i mezzi e diretti verso mete diverse.
All'andata abbiamo viaggiato con KLM facendo scalo ad Amsterdam, mentre al ritorno abbiamo volato con Delta facendo un lunghissimo scalo ad Atlanta. I biglietti sono stati acquistati il giorno di San Valentino e abbiamo speso circa 2000 euro: dovendo ricorrere a un tour operator per utilizzare alcuni voucher ci siamo dovuti arrendere alle cifre gonfiate, ma in fondo non abbiamo pagato nulla di tasca nostra, quindi pazienza. Avremmo risparmiato un po’ viaggiando con American Airlines da Bologna, ma alla fine abbiamo privilegiato la comodità dell’aeroporto più vicino e una compagnia migliore, perlomeno in base alla mia esperienza personale.
Dovendo partire alle 6:40 del mattino 😫 abbiamo deciso di pernottare direttamente nei pressi dell’aeroporto di Malpensa, più precisamente al BW Cavalieri della Corona, dove abbiamo lasciato l’auto al coperto con la possibilità di tenere le chiavi. L’hotel è pulitissimo e tenuto molto bene, soprattutto trattandosi di un hotel “di passaggio”. La formula pernottamento + parcheggio coperto per 10 giorni ci è costata circa 110 euro in totale.
L’indomani all’alba abbiamo raggiunto l’aeroporto a bordo della navetta dell’hotel. Dopo aver effettuato il baggage drop non senza problemi (a quanto pare KLM continuava a rimbalzare le nostre ESTA, che per fortuna avevamo stampato e portato con noi) e aver benedetto il check-in on line che ci ha fatto risparmiare una fila chilometrica, siamo partiti alla volta del gate. Qui ho vissuto un piccolo momento in stile Carramba che sorpresa: mentre eravamo alla cassa del bar per fare colazione prima di imbarcarci, chi ti vedo? Una collega che insegna nel mio stesso istituto, in partenza per un’altra destinazione. It’s a small world after all! Abbiamo scambiato due chiacchiere veloci tra una brioche deliziosa e un succo di frutta e poi è arrivato il momento dei saluti, in attesa di rivederci a Settembre al primo collegio docenti (bleah!) 😝
Il volo per Amsterdam è andato bene, siamo partiti con pochissimo ritardo e siamo atterrati a Schiphol in perfetto orario. Qui abbiamo corso un pochino per prendere il volo che ci avrebbe portati in California, oltretutto con l’angoscia di non rivedere i bagagli poiché da due giorni il sistema di smistamento di Schiphol faceva le bizze (tenetelo a mente per quanto leggerete in seguito). Mazel tov! 😅 Per fortuna il controllo passaporti è stato molto rapido, essendo tutto automatizzato: si oltrepassa il tornello, si scansiona la pagina del passaporto con la propria fotografia, ci si fa fotografare… and Bob’s your uncle! Dopo due minuti eravamo letteralmente pronti a correre dalla zona C alla zona E (pant pant!) 😱 Il tempo dello scalo (75’) è stato dunque sufficiente, tenendo conto che ho comunque dovuto rimandare la sosta al bagno e il prelievo dei dollari da un ATM apposito.
Una volta arrivati al gate ho scattato qualche fotografia a lui, o meglio LEI: “Queen of the Sky” Boeing 747-400. Questo era un mio sogno fin da quando ero piccola, quando volevo viaggiare sull’aereo “con la gobba”
In realtà tutto questo viaggio è stato un mix di piccoli e grandi desideri realizzati: San Francisco, il Golden Gate bridge, il museo dei Peanuts di Charles Schulz, un giro su un pulmino Volkswagen da fricchettoni... and much more. Tornando all’aereo con la gobba… beh, ammettiamolo: è vecchiotto, ma in fondo dovevo provarlo prima del suo pensionamento. I nostri sedili (in prossimità dell’uscita di emergenza) erano davvero strettini e mi chiedo: chi ha avuto l’idea folle di inserire il telecomando per l’entertainment all’interno del sedile, in modo che i fianchi ci sbattano sempre?! Il viaggio comunque è stato tutto sommato confortevole (sedili a parte): cibo abbastanza buono (anche se alcune cose erano immangiabili, ad esempio l’insalata di riso fredda e speziata con l’ananas, i peperoni e l’uvetta sultanina), bevande e snack sempre a disposizione in galley, personale cordiale e intrattenimento discreto (comprensivo di qualche film in italiano), di cui ho usufruito poco.
Ma la domanda è… che fine avranno fatto le nostre valigie una volta atterrati a San Francisco?
(to be continued…)


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