Dopo l'atterraggio ci siamo avviati verso quella bolgia dantesca che è l’Immigration dell'aeroporto di San Francisco. Mai vista una simile confusione in un aeroporto statunitense!
Dato che erano presenti solo due file (Visitors - Permanent Residents) ci siamo immessi nella prima. Appena entrati nella fila dedicata ai Visitors ci siamo però resi conto che sull’aereo non ci era stato consegnato il modulino blu: in effetti quasi nessuno lo aveva, a parte una comitiva di viaggiatori indiani. Fortunatamente a un certo punto un poliziotto ha iniziato a distribuirne qualcuno, quindi anche noi abbiamo alzato timidamente la mano per ricevere il nostro. Mentre iniziavo a compilare il modulino ho ricevuto un messaggio Whatsapp di KLM che diceva più o meno questo: “Siamo spiacenti ma il suo bagaglio non è stato imbarcato. Lo riceverà prima o poi”. NOOOOOOOO! Ricordate il problemino tecnico di Schiphol? Ecco, sono stata una dei fortunati che non hanno ricevuto la valigia! Pazienza, prima o poi doveva pur capitarmi.
Dopo circa 20’ in coda, una voce con marcato accento asiatico ha iniziato a farsi sentire in lontananza, una voce che a un certo punto abbiamo distinto chiaramente: “Second time ESTA?”. Ho guardato mio marito – sempre più fusa dal fuso – e gli ho sussurrato: “Ma questa non sarà mica la coda per chi entra per la prima volta?”. Ci siamo rivolti al poliziotto del modulino blu, gli abbiamo detto di essere stati negli USA più volte e quello ci ha confermato di dover andare alle macchinette self service per i Permanent Residents. (Piccola parentsi polemica: se scrivi solo Visitors e Permanent Residents, come fa un viaggiatore ESTA di ritorno negli USA a capire dove deve andare?).
Dopo la trafila delle macchinette siamo passati alla fase dell’interview, che è stata davvero lunga e minuziosa. Ci è stato chiesto un po’ di tutto, della serie: "Avete parenti in USA? Dove lavorate? Quanti soldi avete? Dove alloggerete? Quante volte e dove siete stati negli USA in precedenza? Con quale visto hai lavorato alla Disney? Avete prosciutto e parmigiano nello zaino? Qual è la differenza tra prosciutto cotto e crudo?". In effetti a Miami e NY mi avevano giusto chiesto il motivo e la durata della visita, qui siamo stati davvero tempestati di domande – ma col sorriso, il che non guasta. Il poliziotto ci ha anche fatto ridere mostrandoci una foto di una viaggiatrice asiatica colta in una smorfia terribile dalle macchinette, dicendoci: "Would you like to see a nice picture?”.
Siamo quindi passati al baggage claim, dove mio marito ha recuperato la sua valigia mentre io ho sbrigato le formalità legate allo smarrimento della mia. In tanti abbiamo avuto lo stesso problema: per fortuna le valigie sono state imbarcate sul volo successivo AMS-SFO, quindi sarebbero arrivate nei vari hotel entro le 17 (in realtà sono poi diventate le 20:30 ma non ci formalizziamo, su).
Finalmente abbiamo raggiunto - in super ritardo rspetto alla prenotazione - il punto di partenza delle navette Super Shuttle. Abbiamo aspettato circa mezz’ora, durante la quale io e la mia metà abbiamo avuto modo di parlare del clima come due adorabili vecchietti (“Hai visto? C’è il sole ma tira una bella arietta!”, “Già! Mica come in Florida, dove adesso ci sarà un’umidità da pazzi!”). Sembravamo proprio Carl ed Ellie. Adoro.
Il viaggio con Super Shuttle per fortuna non è durato due ore come a New York, anche perché la navetta era quasi vuota e siamo scesi alla seconda fermata. Come hotel abbiamo scelto il Club Quarters Hotel nel FD: non avremmo potuto fare selta migliore! Conoscevamo già questa catena perché avevamo soggiornato nella struttura di Wall Street a NY, ma questa è una struttura di livello nettamente superiore. La nostra camera queen non era enorme ma in compenso era silenziosa, pulitissima, dotata di TV 55", macchina Keurig per tè e caffè, scrivania e tavolino per laptop, nonché piccolo armadio con asse e ferro da stiro, tappetino da yoga e asciugacapelli. Nei corridoi era disponibile il dispenser dell'acqua con tanto di bottiglie, mentre nella lounge del piano terra erano disponibili tutti i giorni frutta, bibite fresche (Seven Up e Pepsi), barrette di frutta secca, salatini, M&M's e soprattutto una bella macchina per il caffé (sia espresso con chicchi macinati sul momento, sia lungo americano), il cappuccino e il tè. Noi abbiamo spesso risparmiato sulla colazione comprando i dolcetti da Starbucks o da Specialty's (a due passi dall'hotel) per poi mangiarli in hotel con le bevande calde gratuite. Noi non ne abbiao usufruito, ma l'hotel dispone anche di un locale lavanderia dotato di detersivi gratuiti, lavatrice e asciugatrice.
L'hotel è stato prenotato su booking.com a Febbraio e abbiamo pagato $1153,99 con possibilità di cancellazione gratuita e pagamento in loco.
Per farla breve… un’ora e passa di immigration, fila al banco KLM per la denuncia dello smarrimento, altro tempo d’attesa per la navetta, viaggio condiviso… morale: siamo arrivati in hotel che era quasi sera. Il tempo di una doccia in attesa della valigia e abbiamo deciso di andarcene a nanna presto, per essere pronti e operativi l'indomani mattina.
Ovviamente abbiamo dovuto rivedere un pochino l’itinerario, limandolo qua e là. A mano a mano che scriverò i post aggiornerò i link qui sotto:
2/7:
3/7:
4/7:
5/7:
6/7:
7/7:
8/7:
9/7:
Col prossimo post si partirà finalmente con il racconto delle nostre esperienze nella City by the bay! A presto!

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