sabato 21 aprile 2012

Animal Farm


Nella selvaggia Florida non abbiamo solo serpenti nel luogo di lavoro, non abbiamo solo scarafaggi che ci salutano la mattina dalla vasca da bagno (domani mattina chiamo il pest control, a proposito), ma abbiamo tutta una serie di graziose creature: scoiattolini, anatre, procioni (purtroppo non ne ho avvistato nemmeno uno), ma soprattutto farfalle grandi quanto una mano.

mercoledì 18 aprile 2012

Meet & Greet

Pare proprio che a Maggio riceverò visite dall'Italia :) Visto che per ottenere lo sconto del 50% devo necessariamente stare al resort anch'io, siamo riusciti a combinare il tutto unendo i miei giorni off prestabiliti, una floating holiday (= giorno di vacanza retribuito ogni tre mesi) e un additional day off (= giorno libero non retribuito), nonché i giorni off della mia coinquilina, che invece prenderà i miei giorni off della settimana successiva. Mi ci è voluto un po' per riuscire ad incastrare tutto, ma alla fine sono riuscita a raccapezzarmi, ho chiesto in anticipo il giorno di vacanza e quello non retribuito (già approvati, a quanto pare), chi verrà qui ha già prenotato l'aereo, la caparra è stata versata... insomma, dovrebbe andare tutto bene, facendo i debiti scongiuri!
Il resort in cui staremo è in zona Animal Kingdom. Avremo la navetta gratuita sia per i parchi che per Downtown Disney, quindi dovrebbe essere abbastanza comoda come soluzione. Insomma, per 6 giorni vivrò i parchi Disney da turista. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, infatti, nel tempo libero non ho l'abitudine di stare sempre nei parchi... di solito trascorro un po' di tempo in piscina, visto il tempo meraviglioso degli ultimi tempi, e poi mi dedico a quelle cose che trascuro/rimando durante la settimana.
In realtà dei quattro parchi Disney visiteremo solo Magic Kingdom e gli Hollywood Studios, dopodiché visiteremo i parchi della concorrenza (leggi: Universal). Nei giorni restanti (uno o due in realtà) credo che ci spaparanzeremo nella piscina del resort, sperando di uscire vivi da questo tour de force.

Qui nel frattempo è arrivato un caldo veramente soffocante. Se da un lato mi spaventa un po' quello che mi aspetterà nei prossimi mesi, dall'altro devo ammettere che girare continuamente in mezze maniche da Marzo mi sta cominciando a piacere moltissimo: sarà dura tornare a casa a Dicembre, passando da temperature miti (a Natale avevamo circa 26° C) al rigido inverno padano, con tanto di nebbia e ghiaccio. Ma sì, chi se ne frega, di tempo per pensarci ce n'è :) In realtà, per quanto io non ci pensi mi trovo in qualche modo costretta a fare i conti col pensiero del ritorno: adesso ad esempio sto tenendo d'occhio i voli per l'Italia di fine Novembre, perché dopo aver visto schizzare alle stelle i prezzi dei biglietti di altri cast member sto pensando di acquistare con grande anticipo il mio biglietto di ritorno. Considerando che voglio viaggiare comoda (1 solo scalo), su CheapOair ho trovato un biglietto della British Airways a poco più di 500€, che sarebbe meno di quel che ho pagato l'anno scorso per venire qui. Ci sarebbe da aggiungere qualcosa per il secondo bagaglio imbarcato (sperando di farmene bastare due!), ma sarebbe davvero troppo comodo poter partire da qui senza andare fino a Miami o New York. Inizialmente avevo considerato Aer Lingus con la prospettiva di fare uno scalo di qualche giorno a Dublino, ma l'idea di trascinarmi tutto il bagaglio sull'Air Link e di fare turismo col jet lag e il viaggio intercontinentale alle spalle non mi attirava troppo. Preferisco aspettare il rimborso della Disney (800$) ed eventualmente farmi un viaggetto con un'amica partendo dall'Italia, magari con Ryan Air (memorabile il biglietto A/R a 19.99€ del 2009). Insomma, medito ancora un po' e poi effettuerò l'acquisto. Che ansia però... 
A proposito di ritorno, stasera su Facebook ho trovato questo post che mi ha colpito particolarmente.

E casa? È così lontana, dopo questi mesi qua sembra impossibile tornare indietro. Ma ogni tanto è l’unica cosa che vorresti fare.[...] E anche io ogni tanto piango perché vorrei uccidervi di abbracci e baci e invece sono troppo lontano per farlo. Ma poi se penso di tornare indietro non ci riesco. Ci sono persone, esperienze che ti cambiano la vita, e allora non si può tornare indietro. Posso tornare a casa, fingere che sia tutto ok ma dentro di me so che non posso più vivere come prima.
[...] Eh sì, noi giovani senza futuro, figli di una crisi che ci ha tolto la terra sotto ai piedi prima che ancora imparassimo a camminare, noi del “non mi fare domande sul mio futuro, non ho risposte da darti”.
Questo post è per noi, che non abbiamo il lusso di poter sognare a casa nostra e che per farlo ci tocca andare dall’altra parte del pianeta, che il futuro è spesso più un’angoscia che qualcosa in cui credere, noi che vorremmo anche solo un quarto delle opportunità che fioccano qua, ma nella terra dove siamo nati.
Renzo Piano disse diverso tempo fa a Fazio “che i giovani devono partire per curiosità, non per disperazione”. Noi partiamo per curiosità ma non torniamo per disperazione. Un po’ vorrei essermi innamorata di questo posto, tornare a casa, piangere ma poi innamorarmi di nuovo della mia città, della terra a cui appartengo.
Ma tornando a casa ho paura di ricevere un pugno nello stomaco più che un caldo abbraccio di benvenuto. Parlo a nome mio ma anche a nome di tutti quelli che si trovano lontani (che sia Australia o qualsiasi altro posto).
Vogliamo la possibilità di scegliere. Di partire, viaggiare e restare lontani perché davvero lo vogliamo.
Non perché non abbiamo altra scelta.

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La scorsa settimana sono finalmente andata a ritirare gli occhiali da Vision Works al Florida Mall. Ho speso un po' più di quanto previsto (380$) ma ho avuto diritto all'offerta "1 + 1", vale a dire che al costo di un paio di occhiali me ne hanno venduti due, lenti e montature comprese. Anche se ho dovuto risparmiare per alcune settimane, secondo me è stato tutto sommato conveniente, almeno col cambio in euro, e non ho nemmeno dovuto pagare la visita oculistica, visto che l'optometrista mi ha accettato la prescrizione italiana (per le lenti a contatto invece nulla da fare, ci vuole la prescrizione americana, quindi mi farò portare le mensili dall'Italia). Diciamo che adesso ho un pensiero in meno e posso cominciare a risparmiare per cominciare FINALMENTE  a viaggiare un pochino. Intanto io e due amiche ci siamo aggiudicate i biglietti per il concerto dei Coldplay a Tampa il 28 Giugno, olé!

Parlando di burocrazia (veniamo alle dolenti note), nell'ultima settimana mi sono dovuta scontrare con la burocrazia americana, che - credetemi - non ha poi molto da invidiare a quella italiana in quanto a farraginosità. Per prima cosa ho dovuto affrontare la dichiarazione dei redditi per aver lavorato BEN 25 giorni nel 2011. Attualmente sono in attesa di un assegno di 32 dollari, assegno che dovrebbe arrivare tra un mese circa, sperando che in banca non mi chiedano delle commissioni elevate, altrimenti non mi ritrovo nulla in tasca! 
Il peggio comunque è arrivato con l'assicurazione sanitaria della Disney. Premetto che sono stata scoperta per ben 10 giorni prima di poter finalmente scegliere una polizza base, il che mi ha dato non poco fastidio. Al di là di questo, per qualche inspiegabile motivo l'indirizzo a cui dovrebbero essere spediti i tesserini non è il mio attuale, ma quello del complesso in cui vivevo 4 mesi fa! Ma la cosa divertente è che a molti miei colleghi i tesserini sono arrivati... all'indirizzo italiano! Insomma, già mi lasciava perplessa il fatto che una nazione evoluta come gli Stati Uniti non avesse un sistema sanitario pubblico, ma ascoltando quel che si dice in giro e vedendo tutti questi disservizi ho rivalutato un po' l'Italia, pur avendo bene in mente anche i suoi infiniti difetti. L'America per certe cose è davvero un grande Paese, ma per altri versi, secondo me, ha ancora tanta strada da fare. Diciamo che per me un anno qui è più che sufficiente: non che mi sia stancata di stare qui, per carità, ma mi sono resa conto che con gli States non è scattato il grande amore che invece provo per l'Irlanda. Con questo non dico che non mi piaccia stare qui, tutt'altro, conto (disponibilità economiche permettendo) di tornare qui più volte in futuro e vedere tantissimi posti, ma la prospettiva di un'intera vita qui davvero non mi attira per nulla. E' anche vero che nelle ultime settimane sto cominciando a pensare seriamente di cercarmi un lavoro che mi permetta di viaggiare spesso, quindi forse c'entra quello, chissà... di certo questa si è rivelata un'esperienza fondamentale e non mi pento per niente di essere qui, tutt'altro.

mercoledì 7 marzo 2012

Disney Housewives


 

Questo è un video trasmesso recentemente nel corso del Saturday Night Live. Che dire: sarà dissacrante, ma lo trovo molto divertente :P

A proposito di TV, io qui non ne guardo molta, ancor meno di quanto ero solita fare in Italia. Qui abbondano quei programmi trash che negli ultimi anni hanno cominciato ad imperversare pure da noi (per carità, dal punto di vista delle schifezze televisive non abbiamo nulla da invidiare agli Statunitensi!), ma devo dire che qualcosina ogni tanto la guardo. Purtroppo i miei orari non sono compatibili con The Cake Boss, che vedevo sempre in Italia su Real Time, ma ci sono alcuni programmi carini che ogni tanto seguo, come ad esempio Worst Cooks in America. La cosa bella è che qui posso vedere programmi o spettacoli in anteprima rispetto all'Italia, come ad esempio la serata degli Oscar (ho visto la parte conclusiva e la consegna della statuetta a Meryl Streep, che emozione!), per non parlare di TBBT! Basti dire che dalla prossima settimana sarò off non più di Martedì e Mercoledì ma da Mercoledì a Giovedì, non solo perché il Giovedì è giorno di paga e quindi ho più libertà, ma anche perché il Giovedì è la serata Big Bang Theory e io sono stufa di andare a recuperare le puntate e vedermele al computer (va beh, faccio un'eccezione per Grey's Anatomy) invece di cenare davanti alla TV in compagnia di Sheldon & Co. D'altra parte io dormo con questa camicia da notte, facciamocene una ragione :P (P.S.: presa all'outlet Disney a 8.99$ con un ulteriore 10% di sconto come cast member ^^).



Finalmente c'è stato il tanto atteso bid, ovvero una sorta di meeting durante il quale noi cast member del merchandise italiano abbiamo richiesto alcune modifiche all'orario di lavoro. E' una cosa che si ripete a distanza di alcuni mesi, in modo che con l'avanzamento di seniority si riescano ad avere i giorni off e i turni che più si desiderano. Così io mi sono aggiudicata il Giovedì (che a quanto pare non fa gola a molti), nonché turni più gradevoli: io avevo chiesto di lavorare di mattina, in modo da finire entro le 18, perché sono un po' stufa di lavorare sempre fino alla chiusura, specialmente considerando la simpatia dei guest che s'infilano in negozio 2 minuti prima della chiusura per poi girare a vuoto, toccare tutto, chiedere prezzi di qua e di là e poi non comprare nulla. Meglio alzarsi relativamente presto al mattino e finire nel tardo pomeriggio, per quel che mi riguarda! Per ora purtroppo non ho ottenuto solo turni di mattina, la prossima settimana chiuderò ancora per due volte a settimana (compreso il Venerdì con l'extra magical), ma gli altri turni finiranno prima della chiusura, il che è già un ottimo passo avanti per me. Speriamo che coi nuovi arrivi aumenti un pochino la seniority, nonché la possibilità di avere tutti i turni di mattina!

A causa degli occhiali sto tirando la cinghia a più non posso, non vedo l'ora di tirarmi via questo peso! Tutto il mio paycheck settimanale finisce nella spesa al Walmart e nel fondo per gli occhiali nuovi, porca miseria, mentre io devo cominciare a mettere via i soldini per NY! Oltretutto adesso ho scoperto che nel padiglione tedesco hanno un corner della Swarovski: ho visto un braccialetto fantastico che avevo già puntato in Italia ma non ho ancora capito se anche sulla Swarovski valga o meno lo sconto cast member, in ogni caso prima di tornare in Italia potrei prenderlo, mi piace davvero un sacco. Magari per il compleanno, anche se probabilmente andrò a Las Vegas a festeggiare :)
Ogni tanto penso a quando dovrò tornare in Italia e i miei sentimenti sono davvero contrastanti. Da un lato ho nostalgia delle persone a cui voglio bene, dall'altro so già che dovrò affrontare un periodo di esami-stress-preparativi per la laurea che mi spremerà per benino. Come se non bastasse, anche se qui ho uno stipendio molto basso (credo che il pocket money di una au pair sia ben più alto) sono autonoma; certo, faccio un sacco di sacrifici e mi devo negare tante cose (primi tra tutti i viaggi negli altri Stati, sarà tanto se riuscirò a concedermene tre o quattro durante il programma), però è pur sempre un lavoro, invece tornando in Italia so già che probabilmente mi attenderà la disoccupazione. In realtà nel mio futuro prevedo nuovi spostamenti, magari sempre per conto della Disney (ovviamente in altre posizioni reribuite decentemente), ma per almeno sei mesi mi dovrò fermare in Italia per laurearmi. Ciò implica il tornare a vivere coi miei, il rimanere senza stipendio per un po', nonché non vedere per un po' le persone con cui ho stretto amicizia qui. Tornerò alla vita di sempre, al mio quartiere, ai pettegolezzi dei vicini... insomma, quello che mi ero lasciata alle spalle con molto piacere tornerà a galla tutto in un colpo, e io non so se mi sento pronta. Infatti se farò scalo nella mia amata Dublino penso che ne approfitterò per fermarmi almeno due o tre giorni, diciamo per un po' di decompressione prima di tornare alla solita vita. Oltretutto passare dall'inverno della Florida a quello europeo sarà un ulteriore trauma... meglio non pensarci, via, in fondo mancano ancora quasi 9 mesi. Già, perché nel frattempo sono passati i miei 3 mesi di prova, quindi da ieri sono una merchandina a tutti gli effetti, senza se e senza ma. 

Qui in casa tutto bene. Visto che ultimamente mi è presa la fissazione della cucina, ieri ho sfruttato per la prima volta tutti gli aggeggini comprati finora e ho fatto i biscottini glassati, che a quanto pare sono piaciuti, mentre a me non sono sembrati granché. Ho comprato una serie di tagliabiscotti favolosi (su questo gli Americani la sanno davvero lunga, come del resto in materia di scrapbooking), da quelli a forma di cupcake a quelli pasquali fino al set da principessa della Wilton, che per un errore di battitura mi è costato solo 50 centesimi! Ho anche comprato due dosatori per la glassa, che stavolta mi è venuta veramente bene (finalmente!), forse perché ho usato il barbatrucco dell'acqua calda e non fredda sullo zucchero a velo. La Wilton fa delle cose meravigliose in tema di biscotti e torte, quando vado al Walmart m'incanto sempre nel passare in rassegna tutte le cosine fantastiche che hanno (tipo questo cosino qui per fare i cioccolatini, lo cercavo da una vita!). Mi sa che tornerò in Italia con una valigia piena di queste cose: sicuramente prenderò altri tagliabiscotti carini e un po' di sprinkles vari (per Pasqua ho già comprato quelli fatti a forma di coniglietto - per me fanno molto Sailor Moon, per una mia amica ricordano Playboy), ho già una scatolina a forma di cupcake che serve per il cupcake-to-go ma penso che ne prenderò qualcun'altra come regalo, per non parlare poi di timbrini/carte/fustelle Big Shot/taglierina che mi porterò per lo scrap. Aaaaaaaaaaaah, quante cazzate :)

Con le coinquiline tutto bene. Oggi una giappa mi ha detto che sarei una brava mamma, addirittura. Dev'essere qualcosa che mi porto dietro dai tempi dell'insegnamento a scuola, non lo so, comunque mi ha fatto sorridere questa cosa, un po' perché mi ha fatto piacere, un po' perché sono totalmente refrattaria sull'argomento :) 

Tornando a noi, ormai qui è pomeriggio inoltrato, adesso vado finalmente a lavarmi i capelli, sistemo un po' la casa e poi mi spaparanzo sul divano a leggermi un libro sull'e-book reader. Dal sito della Media Library ho scaricato L'ultima traccia di C. Linke, mi ha preso un sacco e voglio proprio arrivare alla fine. L'ultimo libro cartaceo letto è stato Birra e cazzotti (fischi al traduttore per il titolo, è orrendo rispetto al gioco di parole originale), me l'ha spedito a sorpresa un'amica italiana e quand'ho trovato la busta sul bancone della cucina mi è venuto un tuffo al cuore, mi sono commossa perché non me l'aspettavo proprio, è stata un'enorme sorpresa (perdipiù a tema Irlanda, che lo dico a fare?). Che altro... mah, niente di che. Chiudo questo post così prolisso con un altro post che ho trovato grazie a Facebook (sì, mi manca da matti il mio gatto, inutile dirlo!).

La micizia è quando ci comprendiamo perfettamente, noi comunità costituita da donna e miciazze, e a volte da donna, figlio di donna e miciazze, senza bisogno di traduzioni: il felino è come il greco antico, una lingua perenne forgiata da popoli più sapienti e probabilmente mai estinti, a nostra insaputa. Si esprime in gesti, sguardi, carezze che muovono pellicce e vibrisse, a volte ancora meno: correnti di elettroni dal loro pelo alla nostra anima elettrica.
La micizia è quando dormono ai piedi del letto, i corpi caldi perfettamente ellittici – ché i gatti non perdono mai di vista l’armonia dell’universo, e tendono a ripeterla – e tutto il letto, la stanza, la casa prendono posto nel continente smisurato del loro sonno di felini, e non sono il letto la stanza e la casa che li contengono ma ne sono contenuti: abitiamo i gatti, per nostra fortuna, quando siamo ammessi così regalmente nello spazio vasto e misterioso del loro continente gattonirico.
La micizia è un legame inspiegabile col linguaggio degli uomini e forse dei cani. Solo le donne possono cercare di dirla, e comunque la sanno, in virtù del loro legame naturale coi legami di sangue e anima, con le mutue relazioni di cura e conoscenza eppure mistero, coi patti di vita e di morte del tutto invisibili agli occhi.
La micizia ha anche a che fare col senso dei luoghi: i gatti sanno custodirli, proteggerli da cose più oscure che stanno dietro altri schermi della realtà, altre bucce persino splendenti. Loro sanno, quando una giornata di sole è anche altro, e drizzano il capo e seguono con occhi d’oro i movimenti segreti delle altre creature che, di nascosto a noi, condividono il nostro cosmo.
La micizia è un dono prezioso, come sa chiunque possiede un gatto. O meglio, ne è felicemente, perdutamente, inesorabilmente posseduto.

P.s.: qui è cominciato il Flower & Garden Festival e pare ci sia un Lotso costruito con piante e fiori. Profuma di fragola, ovviamente! Foto la prossima settimana, promesso :) 



martedì 28 febbraio 2012

Back on Saddle

Eccomi qui, dopo più di un mese d'assenza. Ebbene sì, qui il tempo non basta mai, ci sono sempre un sacco di cose da fare nel tempo libero, talmente tante che ultimamente non ho trovato mezz'ora da dedicare al blog.
Dall'ultimo post ci sono stati alcuni cambiamenti, a partire dall'appartamento. Dopo aver cambiato compagna di stanza, qualche giorno fa si è liberato un posto nella camera accanto alla mia, e siccome in quella camera c'è più spazio e un bellissimo bow window che occupa tutta una parete, ecco, alla fine mi sono spostata. Così adesso divido la stanza con una delle giappe che vivono con me, che a dire la verità non sono più due ma tre, visto che una è arrivata proprio oggi. Devo dire che ultimamente mi sto appassionando alla cultura orientale, soprattutto a quella giapponese... ho perfino comprato le mie prime chopsticks, bellissime, bianche e con un bordino di fiori sull'impugnatura (se poi imparassi anche a usarle non sarebbe male, soprattutto col riso). Prossimamente dovrei cenare con la mia roomie del vecchio appartamento, devo dire che mi spiace non vivere più con lei, era davvero uno spasso dividere la stessa stanza con lei... però chissà, magari un giorno accetterò davvero il suo invito e andrò a trovarla a Tokyo.
Veniamo al lavoro. In linea di massima tutto ok, tra poco finirà il trimestre di prova e sarò a tutti gli effetti una merchandina. Coi colleghi tutto bene, con alcuni in particolare ho legato molto e ci vediamo praticamente tutti i giorni, in compenso alcuni guest stanno davvero cominciando a farmi sbroccare. Per prima cosa odio quelli che vengono ad ubriacarsi qui, considerando che è un parco divertimenti e che quindi ci sono un sacco di bambini, ragion per cui sarebbe bello non assistere a scene come quelle dell'altra sera, quando una tizia si è messa a vomitare davanti a Kidcot. In secondo luogo, a volte sono davvero esausta di fronte a chi mi chiede se sono italiana, se il padiglione è quello tedesco/norvegese/giapponese (domanda: ma col mio fisico e la mia carnagione ho per caso l'aria di una che è tedesca/norvegese/giapponese? A maggior ragione avendo la nametag che lo smentisce clamorosamente), se il vino che vendiamo è buono, se in Italia mangiamo solo pizza e pasta, se esistono Italiani con gli occhi azzurri e i capelli biondi, ecc... Poi ci sono alcuni guest (spesso brasiliani) che pretendono sconti inesistenti, a volte chiedendoci spudoratamente (ovviamente senza essere accontentati) di applicare ai loro acquisti il nostro sconto da cast member, cosa che non avviene mai, visto che nessuno è così scemo da rischiare il suo posto di lavoro per gente che non conosce. Insomma, a volte la filosofia Disney va applicata a soggetti a cui veramente si vorrebbe riservare ben altro trattamento.
Finora - ahimé - non ho fatto grandi viaggi, ad eccezione di una gita ai Busch Gardens di Tampa e a St. Augustine. I Busch Gardens non sono male, sono un parco a metà tra il parco safari e il parco divertimenti, con alcuni roller coaster niente  male. La gita di St. Augustine purtroppo è stata un po' rovinata dal maltempo, ma per fortuna prossimamente dovremmo rimediare. Io ho addirittura guidato per la prima volta col cambio automatico per circa un'oretta, da Sandford all'aeroporto di Orlando per il drop-off, e devo dire che nonostante l'inchiodata tremenda nel parcheggio del Walmart e la paura iniziale è andato tutto bene, al punto che sto quasi pensando di prendere la patente qui in Florida. Di per sé non costerebbe molto, il problema è che dovrei trovare qualcuno che mi accompagni fino alla motorizzazione (perdipiù con un'auto a noleggio, dato che qui si va a sostenere l'esame con la propria vettura), nonché i soldi, dato che sto cominciando a risparmiare seriamente per due spese importanti, ovvero gli occhiali nuovi (sì, sto ancora usando quelli che si sono rotti a Miami e che ho riparato con la colla, ma ormai la cosa si sta facendo un po' troppo precaria) e il viaggio a NY in estate. Per gli occhiali avevo pensato al reparto ottica di Walmart, ma poi ho visto che i prezzi non sono affatto competitivi rispetto ad altri posti, quindi fino ad Aprile metterò da parte i soldini, dopodiché andrò al Florida Mall (dove ci sono 5 o 6 negozi di ottica) e mi darò da fare per cercare un occhiale discreto ma a buon prezzo. Da quel che ho capito, per una montatura semplicissima come questa dovrei mettere in conto le seguenti spese:
* montatura: 99.95$ + tasse (6,5%)
* visita per la prescrizione (obbligatoria): 49$ (non ho capito se esentasse o no)
* lenti: 100$ ca. + tasse 

Insomma, una cifretta non da poco, almeno tenendo conto del magro paycheck che mi ritrovo. Per carità, qui vivo decorosamente e facendo un po' di sacrifici riesco a mettere da parte qualcosina ogni settimana, il problema è che gli occhiali sono stati un imprevisto tanto inaspettato quanto noioso, considerando che ho dovuto rinunciare a un weekend a Las Vegas ad Aprile per questo motivo. Oltretutto per via del Disney Look dovrò scegliere una montatura decisamente seria e monotona, senza alcun fronzolo né logo, mentre io vorrei tanto un modello così...insomma, spesa che avrei evitato volentieri.

In realtà nonostante le frivolezze oggi ho il morale davvero a terra, perché purtroppo è venuta a mancare una persona cara e stamattina la mail con cui mi hanno avvisato mi è arrivata come un pugno nello stomaco. Purtroppo è stato bruttissimo essere lontana dalla mia famiglia in questo momento, mi sento doppiamente impotente per il fatto di non poter essere di alcun aiuto a chi è in Italia e per essere così lontana senza aver potuto salutare per l'ultima volta la mia nonna. So che sono stata comunque fortunata ad averla accanto a me per 28 anni, ma non posso non sentirmi triste, davvero non ce la faccio. Sì, oggi è stata particolarmente dura andare al lavoro e sorridere fin dal mattino, ma per fortuna la giornata è finita, ormai è ora di cena, mi preparo un té e poi vado a dormire, sperando di ritrovare presto un po' di serenità dopo questo brutto momento.

sabato 18 febbraio 2012

Here I Am


Se c'è una cosa che manca decisamente (a parte i soldi) è il tempo libero per scrivere. Aggiornerò presto, promesso :)

[Ma come accidenti hanno fatto a trascorrere questi 74 giorni?!]

giovedì 12 gennaio 2012

Wassup?!

Finalmente qui le cose cominciano ad andare per il verso giusto. Ho finalmente risolto la questione casa, problema non indifferente, e adesso posso dire di cominciare a godermi veramente questa mia esperienza americana.
Ebbene sì, finalmente ho avuto diritto (pagando, chiaramente) alla relocation ai Commons. Questo significa che finalmente abito a due passi dai miei colleghi, quindi la sera possiamo vederci per una cena, un'uscita a downtown o un film senza che io debba scappare entro l'1. Insomma, niente più eremitaggio! In più ora vivo in una casa che è una bomboniera: la moquette è super pulita (addirittura qui ci togliamo le scarpe in casa, fantascienza rispetto alla vecchia casa! - vedi foto sotto), abbiamo delle grandi finestre da cui entra un sacco di luce nel salotto, un balconcino con la veranda, quindi che cosa potrei chiedere di più? Oltretutto le coinquiline sono ok, la ragazza cinese vuole preparare il tiramisù con me, quella inglese la vedo poco ma voglio imparare a comprendere il suo accento da qui alla fine del programma (mamma mia, ha un accento meraviglioso ma non si capisce un accidenti quando parla a macchinetta!), le due giappe sono tranquille (anche se una pare un samurai, appena arrivano ospiti per prima cosa controlla se si sono levati le scarpe), infine c'è un'altra ragazza italiana con cui divido la stanza. Quindi per ora tutto bene... ho perfino tre mensole per il cibo nonché uno spazio tutto mio nel frigorifero, cose che prima mi sognavo! 


Qui sto spendendo davvero un sacco di soldi, accidenti. L'ultimo acquisto (programmato da tempo, a dir la verità) è arrivato giusto oggi: ho finalmente acquistato l'e-book reader. Mesi fa ero partita con un mucchio di preconcetti sui reader, ma alla fine mi sono ricreduta, considerando il reader un'integrazione e non una minaccia ai libri cartacei. Innanzitutto ho avuto recensioni più che positive da amiche che hanno acquistato un lettore prima di me, e poi per me si aggiunge anche la motivazione della lontananza: i libri in italiano qui non sono facilmente reperibili, dovrei pagare spese di spedizione non da poco, mentre con l'iscrizione gratuita alla Media Library posso scaricare gli e-book in italiano dal sito della biblioteca, il tutto in pochi secondi, senza contare i classiconi che non hanno più il problema del copyright e si trovano gratuitamente su internet. Così qualche giorno fa ho acquistato il Sony PRS T1 su Amazon a 124$ (tax free e senza spese di spedizione), e oggi finalmente è arrivato. L'oggetto mi piace moltissimo, il wi-fi funziona alla perfezione come pure la riproduzione degli mp3, e l'esperienza di lettura non è niente male! Quindi finché starò qui userò il reader prevalentemente per i libri in italiano, mentre continuerò a prendere libri in inglese su Bookdepository (nuovi) o Bookmooch (usati). A proposito di libri, qui il 31 ci sarà una sorta di bookswap per i cast member, visto che dovrei essere off ci andrò di sicuro, come pure alla festa di benvenuto "You've got a friend in me" a Vista Way, con musica, cibo gratis e i personaggi di Toy Story!
Purtroppo il tempo sta cominciando a scorrere molto rapidamente ora che le cose vanno meglio, è passato più di un mese e io davvero vorrei rimanere qui per tanto, tantissimo tempo. Non ho ancora avuto modo di spedire la posta perché purtroppo devo prendere l'autobus per l'ufficio postale e finora non ho ancora trovato materialmente il tempo per farlo, però la prossima settimana m'impongo di andare a spedire le cartoline e i pacchettini che ho preparato, promesso! Come mi riprometto di cominciare a girare come si deve i parchi: è uno scandalo che non li abbia ancora visitati tutti (sia Disney che Universal, sono per la par condicio!). Peccato per la pioggia fastidiosissima di oggi, altrimenti sarei andata più che volentieri in giro con qualche collega dopo la telefonata coi miei su Skype (ebbene sì, il collegamento stavolta è riuscito).
Insomma, qui tutto bene, anche se devo cominciare ad essere un po' più parsimoniosa... difatti la prossima settimana acquisterò lo smartphone, giusto per essere coerente! (Io che "Ma no, uno smartphone non lo prendo, a cosa vuoi che mi serva..."). Nulla di troppo costoso, per carità, ma certo è un altro piccolo capriccio che mi concederò... mannaggia a me, che mani bucate! Solo che ho bisogno di una nuova sim, il piano tariffario per lo smartphone conviene, il telefono stesso ha 50$ di sconto, quindi sono seriamente tentata! Il telefono sarebbe il Samsung Dart T499 con Android (questo qui).
Adesso mi vado a mettere comoda sul divano e leggo un po' prima di cucinare per la cena di stasera. L'umore non è dei migliori perché purtroppo ho avuto due brutte notizie dall'Italia, spero che tutto possa risolversi nel migliore dei modi. Faith, trust and pixie dust.


mercoledì 28 dicembre 2011

Update

Oggi sono off, quindi ne approfitto per scrivere e raccontare un po' quello che succede qui.

Allora, partiamo dalla mia casa, un appartamento che al momento non sento propriamente "mio", tant'è che sono in attesa di ottenere il trasferimento in un'altra casa ai Commons. Io vivo a Patterson Court, che in realtà mi piace un sacco: la piscina è stupenda, gli edifici sono tutto sommato nuovi e in buone condizioni (almeno esternamente), la clubhouse è fantastica e ha uno stupendo albero di Natale all'interno (sembra la hall di un hotel lussuoso), però... ci sono dei però.
Innanzitutto, quasi tutti i miei colleghi vivono ai Commons, a una fermata di autobus da qui, e dopo l'1 di notte non ci si può trovare in un complesso che non è il proprio, così la sera sono praticamente sempre da sola, per questo non vedo l'ora di spostarmi... non che io sia propriamente un party animal, ecco, ma la sera mi farebbe davvero piacere poter vedere qualcuno, anche solo per un film, una cena o una semplice chiacchierata. Invece per ora vivo in una casa dove una coinquilina non mi rivolge la parola, un'altra usa e sporca quantità industriali di stoviglie senza pulirle mai, un'altra ancora (l'unica a cui mi sia affezionata e con cui ho un bel rapporto) la sera va sempre in locali fighi e costosi - da quel che ho capito in cerca di marito -, quindi alla fine la sera sto sempre qui a casa. Insomma, una noia! Io voglio socializzare, uscire coi colleghi, conoscere gente nuova, mentre qui sto facendo le ragnatele!
E poi vivere qui ha i suoi svantaggi, ahimé. Innanzitutto, quando c'è qualche impegno "ufficiale" (consegna di documenti, viaggio per il SSN, ecc...) ci dobbiamo trovare sempre alla clubhouse dei Commons. Inoltre, qui non abbiamo lavatrice e asciugatrice in casa, dunque ogni volta che dobbiamo fare il bucato dobbiamo andare nella lavanderia esterna, pagare 1$ a lavaggio e poi tornare per ritirare la biancheria pulita. Francamente mi scoccia molto dover pagare: ok, è poco, ma perché devo farlo? E poi qui, a differenza dei Commons (dove la fermata dell'autobus è all'interno del complesso), l'autobus non passa proprio... bisogna fare un pezzettino di strada a piedi, andare fino al complesso successivo (Chatham) e prendere l'autobus. Ora, nelle giornate di sole no problem, ma quando diluvia oppure si torna dal supermercato con almeno due o tre borse è davvero tragico! 
Insomma, tutte queste cose insieme mi hanno fatto optare per il trasferimento. Oggi l'ho detto alla mia roomie e ho visto che c'è rimasta un po' male (io comunque le ho spiegato che non si tratta di lei, anzi, spiace anche a me non averla più come compagna di stanza - chissà chi mi capiterà, speriamo bene), però io qui davvero mi annoio a morte, sto facendo la vita dell'eremita, non ne posso proprio più. In realtà ho una nuova amica americana che abita a pochi edifici di distanza dal mio, ma lei purtroppo partirà il 6 Gennaio, quindi abbiamo giusto fatto in tempo a conoscerci prima della sua partenza, che peccato. Però le ho promesso che se vado a New York glielo dico, così ci troviamo lì e possiamo trascorrere un po' di tempo insieme. Ah, a proposito: mi ha detto che la Carlo's Bakery è un po' una sòla, dolci molto belli ma costosi e tutto sommato non così speciali dal punto di vista del gusto. Peccato... vorrà dire che si salterà Hoboken e si andrà altrove, non credo che sia un problema trovare alternative nella Grande Mela!

Tornando alla casa, di per sé è carina, peccato che la pulizia in questo appartamento non sia una priorità. E' un appartamento di due camere, abbiamo ovviamente la terribile moquette marrone (troppo anti-igienica, orrore!), c'è un salottino, abbiamo la cucina con la penisola (abbiamo lavastoviglie - hell yeah! -, tritarifiuti, microoonde e mega frigorifero, tutto Whirlpool), abbiamo una sorta di antibagno con il lavabo (no comment) e poi il bagno vero e proprio con vasca. Non male di per sé, solo che quest'appartamento è davvero troppo zozzo, io mi ci sono messa una volta a ripulire tutta la cucina e mi ci è voluta mezza giornata per togliere tutto l'unto che c'è in giro, di turni per le pulizie non se ne parla, quindi alla fine preferisco andarmene. May God help me.

E veniamo al lavoro.
Sotto certi aspetti qui è dura. Ci sono decine e decine di regole, direttive, divieti, nozioni da ricordare, e non so come abbia fatto la mia testa a non esplodere con tutti questi input. Ad esempio, le leggi della Florida vietano la somministrazione di alcool agli under age (< 21), per cui quando vendiamo i cioccolatini con lo Strega, anche un solo cioccolatino, dobbiamo chiedere un documento per verificare l'età del guest (guai a dire customer o visitor, qui si parla solo di guest). Stessa cosa per il vino e la birra: bisogna sempre stare attenti e chiedere i documenti se necessario, altrimenti sono casini. Io personalmente non amo particolarmente il negozio del vino, perché mi sento un pesce fuor d'acqua. Sì, ho imparato i prezzi del vino al bicchiere, ma con le caratteristiche del vino sono ancora in panne, non ricordo quasi nulla. Anche per le carte di credito dobbiamo sempre prestare attenzione: controllare un documento con fotografia se manca la firma sul retro, fare in modo che i guest non facciano manovre strane (l'altro giorno mi è capitata una signora che stava per usare la carta della sorella gemella, nonché una signora che voleva pagare con la carta del marito, un'altra ancora se n'è andata prima di firmare la ricevuta e il marito le è dovuto correre dietro... che roba).
Nel corso del turno lavorativo in genere cambiamo posizione: ci spostiamo in quattro negozi e poi abbiamo anche Kidcot, uno spazio in cui i bambini vengono a farci timbrare i passaporti e a colorare i Duffy. Qui spesso i genitori ci fotografano insieme ai bambini, per cui io spero tanto di non finire mai su Internet o su Facebook con una foto in costume, dato che - come dire - non è che mi senta proprio a mio agio quando lo porto! (E fu così che la privacy andò a farsi benedire...). Il costume non è più quello degli inizi, essendo cambiato di recente: ora abbiamo una gonna rossa, un grembiulino ricamato, una camicia ocra con collettone in pizzo (roba da far impallidire Maria Stuarda) e giacca blu. Il cappotto sembra un accappatoio di spugna e ho dovuto prendere una M tant'è largo, probabilmente è la cosa più orripilante di tutte. Insomma, se non avete ancora visto (né vedrete mai) mie foto in costume è perché francamente quando l'indosso mi sento una vecchia carampana, le sto evitando come la peste, tranne quando me le scattano i guest, ovviamente.

I negozi del padiglione sono 4: Home & Garden (qui vendiamo cioccolatini, caffé Lavazza, abbigliamento, libri, pasta, olio, ecc...), Wine Shop, Il Cristallo (dove abbiamo borsette, foulard, bijoux e abbigliamento sportivo) e poi il negozio delle maschere veneziane. Ci sono tante cose da sapere e da ricordare, a partire dalle percentuali di sconto applicabili (e non), per non parlare di quando offriamo il servizio di shipping ai guest, per ora mi è capitato di farlo solo due volte ma ogni volta ho l'ansia a mille! Mah... speriamo bene: se c'è una cosa che mi spaventa in questo momento è la possibilità di fallire ed essere "rimandata indietro", è una cosa che proprio non mi perdonerei mai. Io qui sto bene, è un po' dura ma sto bene, non ho nostalgia, non rimpiango di essere partita, quindi davvero resterei qui il più a lungo possibile. Speriamo di farcela!

Con i colleghi mi trovo molto bene, è un gruppo di una ventina di persone e ci sono momenti in cui mi faccio davvero delle grandi risate (e meno male! Nei primi giorni mi sentivo sulla graticola, che ansia). Devo dire che in generale mi stanno dando tutti una mano, quando ho bisogno oppure non so qualcosa c'è sempre qualcuno pronto ad aiutarmi, e questa è una cosa per me importantissima, anche perché i primi giorni la mia ansia cronica mi ha davvero messo alle strette. Qualche momento di scoramento c'è stato, ma mai tale da pensare di tornare indietro o pentirmi di essere qui... il che per me è una conquista, conoscendomi. Un punto per me, insomma.

E veniamo infine agli Americani. Finora io li ho conosciuti principalmente in veste di cast member, ma in generale mi trovo bene. Certo, un po' di gente strana qui c'è, non lo nego, ma in linea di massima per ora tutto ok. Mi capitano tra l'altro molti italo-americani che ogni tanto parlicchiano un po' d'italiano, mentre di guest dall'Italia ne arrivano davvero pochi (ieri ho conosciuto una coppia di Bergamo che tra l'altro ha parenti a Caorso, vicino a Piacenza). Quando leggono la targhetta mi chiedono tutti dove sia Piacenza, e io di solito dico vicino a Milano, visto che almeno quella città la conoscono tutti. In realtà Piacenza e Milano non hanno nulla a che spartire, ma così è molto più facile (tanto ci sono molti Italiani che pensano che Piacenza stia in Lombardia, qualcuno mi ha detto addirittura in Piemonte, dunque non complichiamoci la vita).

La vita qui in generale mi piace... tranne oggi c'è sempre stato bel tempo dal mio arrivo, fa caldo, ci sono sempre almeno 24° C (l'altro giorno siamo arrivati quasi a 30) e quando non lavoro giro in pantaloncini e infradito. Insomma, per me che vengo da un posto freddissimo è l'ideale! 
Purtroppo non ho ancora avuto modo di girare molto, ma voglio recuperare prossimamente. Intanto voglio andare ai Premium Outlet qui vicino e al Florida Mall, perché sono venuta qui con davvero quattro vestiti in croce e ho bisogno di qualcosa di nuovo (nonché scarpe), poi devo finire di visitare i parchi (attualmente ho visitato parte di Magic Kingdom, degli Hollywood Studios e di Epcot), e poi... beh, vorrei cominciare a mettere da parte un po' di soldi per fare il mio primo viaggettino qui negli USA. Presumo che non avverrà tanto presto, ma non importa... io per ora metto da parte un po' di dollari, poi si vedrà. Sempre che lo shopping non mi prenda la mano: domani dovrebbe arrivare la Big Shot, la prossima settimana il Sony PRS T1, dopodiché dovrei farmi fare gli occhiali nuovi... per fortuna finora non ho avuto grandi spese, ma quando scoprirò gli outlet non so quanto riuscirò a trattenermi - ahimé!

      La scoperta del giorno... non è malaccio,
                                                sembra il ripieno dei tortelli di zucca dell'Esselunga.                                            
Domani ci condisco la pasta :P

sabato 24 dicembre 2011

Christmas Eve

E' da tanto che non scrivo nulla, pur avendo milioni (se non miliardi) di cose da raccontare, ma il tempo qui è talmente poco che non riesco mai a prendermi un'oretta per raccogliere le idee e scrivere un po' su come procede la mia avventura qui. 
Anche adesso, ad esempio, sono di corsa perché devo ancora indossare il mio "costume" (guai a chiamarlo divisia o uniforme!), truccarmi, preparare le borse con le bibite e i vestiti per stasera. Eh già, perché stasera qui si festeggia! Tutti noi del merchandise italiano (= i merchandini) ci ritroviamo a casa di una nostra collega per festeggiare insieme l'arrivo del Natale, con più o meno nostalgia per l'Italia. Io personalmente per ora sono ancora in fase "Quant'è bello - quant'è nuovo - quant'è diverso qui", per cui confesso di non sentire poi quella grande nostalgia per l'Italia che forse dovrei provare, ma diamo tempo al tempo, è probabile che tra qualche settimana il magone verrà fuori, chi lo sa... io comunque spero di no :P

La mattinata di oggi è passata in modo abbastanza tranquillo: prima telefonata su Skype coi miei, poi videochiamata con un'amica troppo fantastica (mi ha regalato, tra le varie cose, anche un buono sconto per Amazon: Big Shot in arrivoooooo!!!), infine due chiacchiere con la mia roomie giapponese (l'unica simpatica e sana di mente qui dentro), e ora eccomi qui, quasi pronta per il lavoro. 

Quindi che dire, per ora Buon Natale a tutti (in Italia ormai sono le 19.43, manca poco!), io ora scappo a prepararmi, sperando di non avere un turno troppo delirante (già ieri le premesse c'erano tutte..).




martedì 13 dicembre 2011

First 10 Days

Nella mia vita non ho mai avuto grandi certezze, ma posso dire (forse sbilanciandomi un po' troppo in anticipo) che in questo momento una grande certezza ce l'ho, ed è quella di aver fatto la scelta giusta venendo qui in Florida. Sento che sto cominciando a cambiare come persona e lo stesso si può dire della mia visione delle cose: sì, sono sempre ansiosa e mi faccio mille paranoie (prima tra tutte quella di fallire, di sbagliare, di essere "terminata" - è il termine con cui la Disney intende "licenziata"), ma rispetto a com'ero prima di partire mi butto di più nelle cose, nell'interagire con le persone, nella mia vita quotidiana. Prima di  partire avevo sempre la sensazione di lasciarmi in qualche modo trascinare dagli eventi. Se guardo indietro mi sembra di aver fatto passi da gigante in questi 10 giorni, eppure sono solo 10 giorni! Sono così tante le cose nuove che ho fatto e sto facendo che quasi perdo il conto.
Dunque, purtroppo in questi giorni sono stata letteralmente risucchiata dalle varie incombenze burocratiche e lavorative, ma soprattutto ho cominciato il training al lavoro, quindi il tempo per aggiornare il blog si è decisamente ridotto. Ciononostante, è doveroso raccontare un po' cosa mi è successo in questi giorni partendo dall'inizio, almeno per sommi capi.

1) IL VIAGGIO
Il viaggio è stato un po' un'odissea in termini di tempi. Uscita da casa mia alle 3.30 del mattino, sono partita in perfetto orario da Linate alle 7.35. Peccato che a Londra il vento ci abbia creato qualche problema, al punto che siamo atterrati con evidente ritardo in un aeroporto enorme dove la coincidenza sarebbe partita... 10' dopo!!! Per fortuna la British (che signora compagnia! Mai più senza!) ci ha mandato una signora gentilissima fuori dall'aereo per saltare i normali controlli di routine e passare direttamente all'imbarco. Così abbiamo corso come pazzi, facendo due rampe di scale, prendendo due ascensori e pure il treno, nonché passando i controlli di sicurezza in una zona riservata agli imbarchi rapidi. 
Il volo intercontinentale è andato alla grande, non ho dormito ma tra film e musica il tempo è letteralmente volato. A Miami ho passato i famigerati controlli di dogana e immigration, la parte che forse mi spaventava maggiormente. Primo step, l'immigration: mi metto in coda diligentemente nella fila dei NON-US citizens, quando un signore dall'aspetto molto country (di quelli che ti aspetti di trovare su un trattore del Kansas con la camicia a quadrettoni e la salopette) mi dice di andare al banco dei residenti/cittadini USA. Cerco di dirgli che non sono americana (non volevo beccarmi una cazziata dal poliziotto e rifare la coda) e il signore si mette le mani sugli occhi e mi dice: "Don't look, just listen to me: go there, no problem!". Così, tutta timorosa (i controlli di sicurezza mi spaventano sempre, vai a sapere perché), vado dal poliziotto e gli mostro il passaporto. L'agente mi controlla i documenti, controlla il visto, controlla l'I-94 e mi chiede dove vado a lavorare e per quanto. Rispondo e mi chiede: "Where?". Ripeto che vado a WDW, e lui ancora: "But WHERE?!". A quel punto, rintronata dal viaggio, non so più cosa rispondergli, finché non mi dice "In which hotel?". Ma nooooo! Ma se ti ho detto che vado a lavorare come merchandise hostess, che c'azzeccano i resort? (Perché qui abbiamo i RESORT, non gli hotel :P). Così gli dico di Epcot e fa "Oooooh, that thing of the world...". Va beh, alla fine lascio le impronte digitali, mi viene scattata la foto (mamma mia, dopo tutte quelle ore di volo sarò sembrata una pazza) e con grande sollievo esco da lì e seguo le indicazioni del baggage claim. Sicura di essere arrivata a Miami senza valigia (io a malapena ho preso l'aereo, figuriamoci la valigia come può avercela fatta), vado al carousel del mio volo e... GIUBILO! Eccola lì, buttata fuori proprio mentre arrivo! Così mi scapicollo al nastro e prendo la valigia, felice di avere con me tutte le mie cose. In realtà a Linate le avevano applicato un'etichetta viola con scritto SHORT TIME o qualcosa del genere, quindi quella dev'essere stata provvidenziale, però che paura! Anche perché lo stesso addetto del check-in a Linate - quello, per intenderci, che mi aveva detto che la mia ESTA non era stata approvata (cosa non vera perché avendo il visto a me l'ESTA non serve) - mi aveva detto "speriamo che arrivino in tempo", il che lasciava ben poche speranze.
Ad ogni modo, presa la valigia carico tutti i bagagli su un carrello e vado verso la dogana, dove però mi chiedono solo il passaporto e niente più. A questo punto arrivo al baggage drop, dove lascio la mia valigiona appena ritrovata per reimbarcarla in direzione Orlando. E così passano 4 ore a Miami, che poi diventeranno 7 perché l'American Airlines prima ci ha detto che il volo era in ritardo dal Messico, poi che l'aereo aveva problemi tecnici, infine che il pilota non se la sentiva di guidare quell'aereo in quelle condizioni (!!!) e che quindi dovevamo imbarcarci altrove. In questo arco di tempo abbiamo cambiato gate 3 volte, quindi come dire, ero ormai lobotomizzata! L'unica cosa bella del volo by night è stata Miami dall'alto, uno spettacolo di luci che mi ha allargato il cuore. Dimenticavo: mentre salivo sull'aereo mi si sono rotti gli occhiali, che per fortuna sono riuscita a riparare un po' alla buona con l'Attack presa al Walmart. Al lavoro porto le lenti a contatto ma prossimamente mi farò fare gli occhiali nuovi, per questo sto cercando di risparmiare un po', perché dubito di cavarmela con meno di 200$. Porca miseria, lo sapevo, avrei dovuto far fare un aio di occhiali nuovi prima di partire! Memento.
All'aeroporto di Orlando ho ritrovato di nuovo la mia mitica valigiona rosa presa nel negozio cinese (incredibile, 25.90€ e manco una rotella rotta, sono allibita!), quindi a quel punto ho preso la navetta Mears con tutti gli altri cast member e sono partita alla volta di Vista Way (mezzanotte ora locale, le 6 in Italia, quasi 27 ore dopo la partenza da casa!). A Vista Way ci ha accolto il personale Disney, ho scoperto di essere stata messa al Patterson anziché ai Commons, ho preso un biscotto e un'arancia (li hanno offerti a tutti, acqua compresa) e poi sono salita su un furgone che mi ha portato nella mia nuova casa. Io adoro letteralmente questo complesso, è tranquillo, silenzioso, pulito (esternamente) e tutto nuovo, pieno di palme e fiori d'ibisco, ma purtroppo sono capitata piuttosto male con le coinquiline. Ora non vorrei dilungarmi sull'argomento, però diciamo che sporcizia, maleducazione e ospiti indesiderati mi stanno persuadendo a cambiare casa, anche se mi piacerebbe molto rimanere in questo complesso. Mah, vedremo! Almeno la mia roomie giapponese è una persona relativamente ordinata e molto gentile, mi ha anche fatto avere un maneki neko troppo bello col 40% di sconto, e poi con lei riesco a parlare, mentre con le altre due... lasciamo perdere.

2) IL LAVORO
Qui ci sarebbero milioni di cose da dire, credo che scriverò un post più avanti, magari domani... adesso è tardi, vado a nanna, approfitterò di questi due giorni off per raccontare un po' meglio (quando non sarò nei parchi, ovviamente).

[To be continued]

venerdì 2 dicembre 2011

-4: This Is It

Ormai sembra proprio che ci siamo, insomma. Per scaramanzia so già che non starò tranquilla finché non metterò piede a Vista Way, però ormai siamo proprio agli sgoccioli. Sono contenta? Sì, molto, anche perché non vedo l'ora di salire sull'aereo: negli ultimi giorni sono andata a destra e manca e ho girato per uffici e negozi, comprato tante cose che mancavano, nonché preparato le valigie. Insomma, con la testa sono già là, ora devo "solo" arrivarci materialmente.

Questi sono stati giorni di acquisti a raffica. Ho finalmente trovato una camicia bianca comoda per il Traditions. Ho prenotato le lenti a contatto: fornitura da sei mesi, visto che non avrò una prescrizione valida negli States... io non amo molto le mensili, secondo me le giornaliere sono molto più pratiche e igieniche, ma costano molto di più - tenendo anche conto che, avendo occhi con gradazioni differenti, avrei dovuto raddoppiare le quantità. Ho preso piccole cose utili che ancora mancavano e mia mamma mi ha regalato per il viaggio una giacca nera troppo bella, con doppia fila di bottoni e martingala sulla schiena. Sembro anche più magra quando la indosso :P Ma soprattutto è arrivata lei, la mia nuova compagna di avventure:




(Sì, lo so... è rosa anche questa, sono proprio malata). 
E' un regalo dei miei, per farmi compagnia già a partire dal viaggio in aereo, ma anche per mandare un po' di foto a casa (forse è un modo come un altro per tranquillizzarsi, non so... in ogni caso sono contentissima!).

Se c'è qualcosa che mi preoccupa un po', si tratta sicuramente del viaggio. Da un lato la durata della tratta Londra-Miami adesso mi spaventa un po' meno, perché non mancheranno certo i modi per distrarsi... innanzitutto non sarò sola ma avrò dei compagni di viaggio con cui chiacchierare, e poi - a giudicare dal sito di British Airways - non dovrebbero mancare le distrazioni! Poi avrò con me l'MP3 e un libro (ne ho messi in valigia 7, quando finiranno mi darò all'usato di Play.com o Amazon), e se proprio la noia dovesse prendere il sopravvento... si dorme! Anche perché la levataccia sarà memorabile: il check-in apre alle 5.35! Mai preso l'aereo così presto. D'altra parte non ho nemmeno affrontato un viaggio così lungo, diciamo la verità. A me piace molto prendere l'aereo, perché è sempre sinonimo di cambiamento e spesso di vacanza, di relax... solo che una volta a bordo mi annoio moltissimo. Di solito reggo un paio d'ore, poi comincio ad essere impaziente di arrivare a terra. Per questo avevo paura che il volo dall'Europa alla Florida potesse essere difficile da sopportare, non essendo abituata a viaggi così lunghi, ma adesso sono più ottimista.
Quello che mi spaventa molto, invece, è il tempo esiguo dello scalo a Londra. Non conosco Heathrow, è un aeroporto caotico (di sicuro ben più di quelli in cui sono stata finora), oltretutto il gate chiude 20' prima della partenza, quindi il tempo per rifare i controlli di sicurezza e cambiare l'aereo si riduce a 40'. E che ne sarà della ma valigiona? Riuscirà a essere imbarcata sullo stesso aereo? Non so... francamente io avrei preferito allungare il tempo di attesa a Londra e accorciare le 4 ore a Miami. E' anche vero che a Miami sembrano esserci dei negozietti  interessanti, ma 4 ore sono lunghe, in più non parto con una cifra altissima, quindi diciamo che più risparmio meglio è, almeno per ora. Va beh, basta paranoie, non è proprio il momento. Ottimismo, ottimismo!

Domani pomeriggio vado a tagliare i capelli (era ora!) e poi vedo un'amica per un regalo di compleanno anticipato. Ormai ci siamo, ormai ci siamo...

lunedì 28 novembre 2011

-8: A Brief Update

  • Ho cambiato gli € in $ per la prima volta: EMOZIONE! (Magari sarà pure l'ultima volta, considerando l'andazzo della moneta unica...)
  • Se a Piacenza i dollari si reperiscono senza alcun problema, è quasi impossibile reperire poche decine di sterline
  • Ho finalmente trovato l'adattatore di corrente: 9.90€ il set da viaggio per tutto il mondo, custodia compresa, ed è tutto colorato! (Inutile dire di che colore sia: lo stesso della valigia, del trolley, del cellulare... Ho la sindrome di Paris Hilton forse, non so, spero non sia grave!)
  • Domani mattina vado a pagare l'assicurazione sanitaria (momento di depressione)
  • Domani prenoto la parrucchiera per Sabato o Lunedì: i ricci sono indomabili, urge una bella sfoltita - d'altra parte, quando una donna taglia i capelli di solito c'è un cambiamento in arrivo (va beh, anche le doppie punte in stato avanzato)
  • Domani ho un'ecografia di controllo, che palle (no, niente cicogne)
  • Ho ufficialmente una compagna di viaggio italiana (evviva!)
  • Oggi al TG hanno menzionato l'arrivo - pare imminente - della neve (mpf...)
  • Ho tirato fuori un po' di vestiti estivi, ma devo ancora lavarli-stirarli-metterli in valigia
  • Non ho ancora il biglietto della British Airways, ergo non conosco ancora gli scali con precisione
  • Negli ultimi giorni ho avuto febbre, tonsille gonfie, mal di gola, influenza, raffreddore. Attualmente starnutisco a ripetizione e ho ancora mal di gola, ma a questo punto partirei pure se si trattasse di ebola, anche se sotto sotto comincio a pensare che qualcuno stia cominciando a tirarmi la jella addosso
  • Sono riuscita a salutare qualcuno, qualcun altro purtroppo no
  • La mia camera attualmente fa davvero pena, sembra un campo profughi
  • Sarà una settimana d'inferno, ma non vedo l'ora che arrivi Martedì prossimo!

martedì 22 novembre 2011

-14: My Job

Ho appena ricevuto via mail da Disney International Programs il link a un video sul mio nuovo lavoro. In realtà ora il video risulta "Privato" e per il momento non è possibile visualizzarlo su YouTube, come capita spesso col canale della Disney. Tra qualche ora dovrebbe tornare disponibile, nel frattempo... eccolo qui! ;)

 

lunedì 21 novembre 2011

-15: The Longest Fortnight in My Life

[Premessa che non c'entra nulla: questo blog e FireFox non vanno troppo d'accordo, considerando che riesco a postare i commenti soltanto con Internet Explorer, peraltro come utente esterna. Uff!]

Sono giorni strani questi. E' come se non avessi più altro da fare al di fuori dei preparativi per la partenza. Mi sento apatica, esco poco per mio divertimento, tutt'al più vado in giro per delle commissioni (capirai, col tempo che fa...), mi sto sottoponendo a una visita medica dopo l'altra, leggo un sacco (almeno smaltisco un po' di libri, dopo anni per la prima volta ho qualche scaffale che comincia a essere vuoto), ma mi annoio davvero moltissimo. E' come essere da un lato piena di euforia, dall'altro divisa tra la noia dell'attesa e l'ansia legata alla partenza. 
Questi stanno cominciando a diventare i 15 giorni più lunghi della mia vita, non ce la faccio più ad aspettareeeeeeee!!!

Comunque poco male, mi è bastato guardare questo video e mi è tornato il sorriso :)




sabato 19 novembre 2011

-17: A Matter of Communication

Dunque, l'altra sera ho dato uno sguardo a qualche sito qua e là per farmi un'idea del tipo di telefonino e del piano tariffario che mi dovrò procurare. Un commento a caldo: MAMMAMIACHECASINO!!!

Per farla breve, quello che mi par di aver capito così su due piedi è che i telefonini non sono tutti uguali. Ne esistono principalmente di tre tipi: Contract, No Contract, Unlocked

1) Contract: sono i telefonini che vengono venduti insieme a un abbonamento. Ogni mese si paga una determinata somma e si hanno determinati limiti per le chiamate, gli sms, internet, ecc... Non è possibile utilizzarli con SIM di altre compagnie telefoniche.

2) No Contract: questa è la categoria che ho trovato più difficile da interpretare, nel senso che è molto facile scambiarla per la Unlocked (v.sotto). Allora, se ho ben capito i telefonini N.C. - come i Contract - non possono essere utilizzati con SIM di altre compagnie telefoniche, però non richiedono un contratto e funzionano con le ricariche prepagate, a differenza dei Contract.

3) Unlocked: sono telefonini che non hanno contratto, si ricaricano con le prepagate e possono funzionare con qualsiasi SIM di qualsiasi compagnia telefonica, permettendo quindi di cambiare gestore ogni qualvolta lo si desideri.

Va da sé che io opterei per la terza opzione, un telefonino Unlocked. Oltretutto i telefonini costano pochissimo, chiaramente se ci si accontenta e non si vuole uno smartphone. Io personalmente qui in Italia uso un MotoRazr del 2008, dato che uso pochissimo il telefonino per chiamare, molto per gli sms, quasi per nulla per mail e MMS. In America vorrei prendere un modello molto essenziale, anche perché in casa dovrei avere il telefono fisso da cui effettuare gratis le chiamate nell'area di Orlando. Quindi, a conti fatti, il telefonino mi servirebbe per gli sms o per quando non sono in casa (ad esempio se sono in giro e mi serve un taxi). Tutto qui.

E per quanto riguarda la SIM? Ho trovato una compagnia telefonica che con 16.90$ offre una SIM con 10$ di traffico incluso e un piano tariffario a mio parere conveniente, sia per chiamare USA e Canada, sia per chiamare l'Europa (Italia compresa). Sì, perché se la maggior parte dei miei amici sono tutti Skype-muniti, a casa mia la situazione è un po' diversa e credo che per i miei genitori sia più comodo raggiungermi telefonicamente che non tramite internet. In realtà in America si paga anche per ricevere chiamate e SMS (!!!), quindi forse converrà che li chiami io direttamente... mi sembrerebbe stupido pagare per ricevere! 


Quindi, trovata la compagnia telefonica, rimane da trovare il telefonino Unlocked, ma ATTENZIONE! Mica uno qualsiasi, no no no! Bisogna controllare che sia un GSM 850/1900, perché su Amazon, ad esempio, vendono anche telefonini che non funzionano negli States (presumo li comprino gli Americani che se ne vanno in Europa). 

Insomma, dopo cotanta scrematura tra i vari modelli, dovrebbe trattarsi di qualcosa di simile:


Ce la farò?

giovedì 17 novembre 2011

-19: Don't Bring a Marshmallow Outfit! (LOL)

Nuove scartoffie targate Disney, stavolta relative agli step da seguire facendo scalo a Miami (ancora nessun dettaglio sui voli, purtroppo). Nulla di nuovo né particolarmente esaustivo, ma tra i vari link e istruzioni ho trovato un video durante il quale ho sentito per la prima volta questa frase:
"Don't bring a marshmallow outfit"

Dice niente Stay Puft Marshmallow Man? Ghostbusters? Ecco, appena ho pensato a lui ho capito il significato di marshmallow outfit. D'altra parte basta guardarlo...


Insomma, il marshmallow outfit non è altro che l'abbigliamento invernale (o "pesante" che dir si voglia) indossando il quale si assume, per l'appunto, l'aspetto del simpatico omone qui sopra. Ovvio che qualcosina del genere lo indosseremo al momento della partenza, ma l'intento del video era farci capire di non partire con valigie piene di maglioni, calzettoni, cappotti & Co., dato che là al momento le persone stanno in infradito.
Insomma, a me marshmallow outfit fa sorridere, anche se fino ad ora io avevo solo sentito parlare di "effetto Omino Michelin".

Ho visto delle foto di altri cast member che si trovano già là: è davvero stranissimo vedere alberi di Natale accanto a gente in maglietta, bermuda e sandali. Penso che quando arriverò mi sentirò un po' come Brenda Walsh. Mi viene in mente un episodio natalizio di Beverly Hills 90210 in cui Brenda, ormai stabilitasi a L.A. con il resto della famiglia, ricorda con nostalgia il Natale nevoso nel suo freddissimo Minnesota. Insomma, la California è la California, ma in fondo lei e mamma Cindy alla neve erano affezionate... Così Brandon, il più assennato dei gemelli Walsh, decide di far loro una sorpresa: affitta un cannone sparaneve e lo aziona mentre amici e genitori sono riuniti nel salotto di Casa Walsh, mentre Jim suona la tastiera e tutti cantano, perfino Babbo Natale!


La cosa divertente è che all'epoca di questa puntata ero giovanissima (forse andavo ancora alle elementari, sarà stato il '92 o giù di lì) e ricordo che mi aveva colpito moltissimo il fatto che esistessero posti nel mondo in cui festeggiare il Natale senza neve, senza freddo, senza cappotti né sciarpe e cuffie. Certo che mai e poi mai - a costo di risultare retorica - avrei pensato che dopo 20 anni avrei vissuto anch'io quest'esperienza! Va beh, io non sono fidanzata con Dylan (a proposito, ma che voce orrenda ha Luke Perry?), non ho un gemello, non ho un papà riccone e non starò a L.A., però per il resto ci siamo: Minnesota, Emilia Romagna, cosa vuoi che sia!